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San Mauro in Val Scura

da secoli l'eremo è meta dei camminatori

San Mauro in Val Scura

da secoli l'eremo è meta dei camminatori

Tradizione? Attaccamento ai valori del territorio? Devozione? La chiesetta di San Mauro in Val Scura, a 1.175 slm sotto il monte Pievidur (1.823 slm) e la pala del Ciso (2.044 slm) – rilievi minori rispetto a sua maestà, il Monte Pizzocco (2.186 slm), ma importanti per chi 100 anni fa viveva in miseria e anche la selvaggina di montagna poteva essere determinante per la sopravvivenza – è stata ed è ancora una meta per escursionisti e paesani.

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San Mauro in Val Scura

Ideale per una sgambata da fare in mattinata (450/500 mt di dislivello partendo da Campel Alto) o una passeggiata in solitudine penetrando i boschi di carpino nero, faggio e frassino, che ombreggiano la scarpata occidentale della Val Scura dove scorre ininterrottamente il Veses, San Mauro diventa protagonista il giorno 15 di gennaio, data in cui si venera proprio questo santo. Se il sentiero è praticabile per assenza di ghiaccio o neve (!), i parrocchiani di Cergnai organizzano una messa al monte.

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San Mauro in Val Scura

«Me nono, che hento ani fa al gnéa su a pascolar le càore, al diséa che l’era tut an prà, gnanca an bastòn par far an méscol de na polenta no te catéa, tan al l’era vert de erba!», commenta Fermo Pagnussat di anni 80, che con la sua famiglia e il fratello ha vissuto da giovane in completa simbiosi con questi luoghi. È vero, il territorio era sfruttato in tutta la sua potenzialità, le sort erano assegnate dalle Regole per il pascolo a rotazione tra le famiglie residenti.

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San Mauro in Val Scura

Immersi nel silenzio della montagna rigeneratore, il panorama della valle e dello scorrere della Piave appaga la vista. La “quinta” della parete ovest del Pizzocco offre uno scenario di bellezza dolomitica unica. Poi, a messa finita, ti trovi in mano an panét co la sopressa, ‘n ombra de vin, ‘na sbrancada de bona hiéra dei paesani che come te stanno godendo del momento! Chi elo pi Sior de ti?.

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San Mauro in Val Scura

È così da secoli. “Meta di un tempo di pii pellegrinaggi: ogni anno, quando maggio fioriva, si snodavano lunghe processioni salmodianti dal piano di Santa Giustina e nella notte stellata salivano su pel monte, fino alla vecchia e rustica chiesetta. Graziose e fresche leggende accompagnavano quelle preci e quei canti e le vicende della costruzione e riparazione della casa del Signore. […] Già relazionato dal Vescovo Campegio, che nel 1530 nomina l’Oratorio di San Mauro, posto «in alto loco», i poeti da San Mauro ebbero ispirazioni a parecchie belle poesie: ricordiamo quelle di don F. Murani, pievano di Cesio, (1673), di don Tomboso, pievano di Santa Giustina (1711); del Conte Carlo Avogadro degli Azzoni.
Durante l’invasione austriaca del 1918 la Chiesetta diede ospitalità ai soldati italiani fuggiti dalla prigionia; nel 1943-1944 ne accolse altri fuggiti dai tedeschi, i quali nell’ottobre 1944 la bombardarono da Santa Giustina e ne abbatterono la parte a mezzogiorno ed il volto interno”₁

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San Mauro in Val Scura

San Mauro fu monaco benedettino. Mauro si dimostrò subito coinvolto nella proposta di San Benedetto e divenne presto suo fidato collaboratore, prima a Subiaco e poi a Montecassino. Morì il 15 gennaio del 584 all’età di 72 anni.

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