Il 29 settembre compie 60 anni la simpatica Mafalda, protagonista dell’omonima striscia a fumetti nata dalla fantasia dell’argentino Joaquín Lavado, in arte Quino, pubblicata tra 1964 e 1973. La bambina dai capelli neri, nota in tutto il mondo, ha 6 anni e detesta la minestra; è giocherellona ma si interessa anche di problemi di attualità, come guerra, fame o razzismo. Quando chiede spiegazioni agli adulti, le sue domande sono sempre dirette e disarmanti! Ebbene, prendiamo spunto da questo importante anniversario per parlare dei nostri fumettisti bellunesi, senza pretesa di esaustività. Partiamo dal più celebre: Tot (definirlo fumettista è riduttivo in quanto disegnatore e artista a tutto tondo), che tra l’altro proprio con Quino ha condiviso alcune pagine su Comix, e in seguito conosciamo altri nomi della nostra terra.
Scrivere di Roberto Totaro non è cosa facile: ci sarebbero tante storie e aneddoti da raccontare che non basterebbe l’intero giornale. Per chi non lo conosce, possiamo iniziare dicendo che è nato nel 1957 ed è un bellunese Doc, che fin dall’età di 10 anni si è dedicato al fumetto, che vive e lavora a Belluno, che ha fatto l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha iniziato la sua professione firmando da subito i suoi lavori con lo pseudonimo TOT.
Inizia la sua carriera (primi anni 80) disegnando tavole di Topolino per il mercato italiano e nel 1985 entra nello staff delle “Edizioni Vaillant” disegnando due personaggi famosissimi in Francia: Pif ed Hercule.
Sempre per il mercato francese inventa “I Tecnocratici” (L’humour des ordinateurs) e Bulles. Nel 1986 vince per la prima volta il prestigioso premio “Scacchiera” di Marostica e nel 1992 inizia la sua collaborazione con il settimanale satirico Comix. Nelle pagine di questa rivista TOT trova il suo giusto spazio tra i grandi fumettisti internazionali come ad esempio Mordillo o Quino, e le sue tavole (I Tecnocratici) riscuotono molto successo.
Più avanti nasce la striscia più famosa di TOT: Nirvana. Il maestro zen protagonista del fumetto trova immediatamente i favori del pubblico e verranno così pubblicati ben sei libri che, attraverso un umorismo sarcastico, raccontano le nevrosi e la fragilità moderne. Nel 2003 ha ricevuto il premio “Humor in comics” al Word Humor Awards, paragonabile agli Oscar per il cinema. Nel 2007 pubblica il volume “La Gazzetta della Giungla” e nel 2015 “L’Uomo della Strada” a cui fanno seguito la versione francese “Les Blagues de la giungle” e il corposo volume Necronomicomix ovvero l’horror secondo TOT e poi ancora il secondo volume de “La Gazzetta della Giungla”.
I suoi lavori sono stati pubblicati in sette paesi e nel 2003 è stato il primo fumettista italiano ad essere tradotto in lingua araba. L’ho incontrato recentemente dopo un po’ di tempo e mi ha raccontato dell’intensa attività del suo meraviglioso lavoro compreso il suo impegno, che dura da 26 anni, per l’organizzazione dei corsi “Disegnare il Nudo” che tiene a Belluno e che gli procurano molte soddisfazioni.
TOT, un’eccellenza tutta bellunese, un artista vero e un umorista che racconta della nostra società ricca di tecnologia che però spesso si perde sui valori e si interroga sul futuro.
«La striscia mi permette di sondare le debolezze dell’uomo e di raccontare delle verità che solo attraverso l’umorismo si possono filtrare per evidenziarle, esasperandone i tratti», rivela. Una risata, spesso, è terapeutica; l’ironia è un dono prezioso che ogni buon fumettista coltiva e trasmette alimentandosi costantemente attraverso la semplice osservazione della realtà. Grazie TOT, grazie per farci sorridere.