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Ritorno alla normalità

la fase 2 descritta dalle istituzioni

Ritorno alla normalità

la fase 2 descritta dalle istituzioni

La voce della Provincia
«Gli ultimi due mesi sono stati difficili. Forse tra i più difficili che abbiamo dovuto affrontare nel nostro territorio dal dopoguerra a oggi. Ma finalmente ci avviamo verso la conclusione del primo segmento di quel percorso, doloroso e complicato, che ci porterà fuori dall’epidemia. Il che non vuol dire abbassare la guardia. Piuttosto significa che gradualmente e con coscienza, con la pazienza e la collaborazione che tutti i Bellunesi hanno saputo dimostrare, potremo riprendere la strada verso la normale quotidianità». Sono le parole del presidente della Provincia, Roberto Padrin.

Il suo pensiero va a quanti hanno perso un proprio caro a causa del virus, ma anche alla forza dimostrata da medici, infermieri, operatori sanitari, Protezione Civile, volontari, associazioni e da Forze dell’Ordine, Prefettura, Regione, sindaci bellunesi. Poi alla scuola, a persone con disabilità, al mondo di commercio, imprese, turismo. «Per il lavoro, per l’economia, per noi tutti ora si apre una nuova fase, quella della ripartenza, che sappiamo non sarà rapida. Assieme ai sindacati e alle associazioni di categoria, la Provincia si propone come catalizzatore di idee e progettualità che possano traghettare il Bellunese verso la rinascita».
Così conclude: «L’auspicio finale è che tutto possa finire il più presto possibile, per tornare alla normalità, quella che davamo per scontata fino a due mesi fa».
La voce dell’Azienda ospedaliera
«L’emergenza non è ancora finita, ci sono ancora numerosi ricoverati nei nostri reparti che fortunatamente stanno via via diminuendo », fa chiarezza Adriano Rasi Caldogno, direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, affidandosi a Facebook per un bilancio aggiornato al 6 maggio.

Si sta affrontando un «riavvio all’insegna di prudenza, gradualità e massima sicurezza possibile. L’accesso alle strutture ospedaliere avviene di norma su prenotazione telefonica, fatto salvo il Pronto soccorso». Nelle strutture dell’Ulss 1 sono state erogate, dal 4 maggio (avvio della “Fase 2”) 11.400 prestazioni totali.

L’attività chirurgica non si era mai interrotta, ma dal giorno 4 sono riprese gradatamente anche le altre aree. Al 5 maggio sono stato effettuati ben 20.311 tamponi, alcuni più volte sulle stesse persone. « È una delle aziende con la più alta percentuale di tamponi svolti su numero di abitanti e anche il numero rilevato di soggetti posti in quarantena fiduciaria (1058 al 3 maggio, ndr) è indice dell’accuratezza di molte indagini».

Il numero dell’Ulss 1 dedicato al Covid-19 è 0437/514343, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20. In caso di sintomi simili all’influenza contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia, la guardia medica o il numero dedicato.

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