800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Ricordo di Celestino Maoret

Tra lavoro, “sboci” e Volontariato

Ricordo di Celestino Maoret

Tra lavoro, “sboci” e Volontariato

Non è facile scrivere di Celestino Maoret, sono preoccupato di un suo giudizio. Sono certo che da persona trasparente e decisa non esiterebbe a dirmi: «Eh, no! Non era così!». D’altra parte sicuramente è sempre stato coerente con le sue idee, e per lui credo esistessero solo il bianco o il nero, niente tonalità di grigio: insomma era un bel tipo. Forse per questo è piaciuto a Graziella che ha sposato nella chiesetta di Pullir nel 1964, dopo un servizio militare negli Alpini, dove era stato un po’ turbolento, partecipando anche ai primi soccorsi nel disastro del Vajont. Celestino – nato il 15 agosto 1941 e mancato il 27 aprile scorso – veniva stimato ed apprezzato proprio per questa sua onestà intellettuale, questa sua franchezza e schiettezza e per la sua determinazione di fare le cose che riteneva giuste; infatti, praticamente da solo, nel 1966 si costruì la casa a Pullir.

La sua famiglia, genitori e tre fratelli, veniva da Grum, dove erano coloni del conte Zugni Tauro De Mezzan, fino al 1955 quando subentrarono a casa Zanella a Menin dove Celestino ritrovò l’amico Giosuè D’ Agostini. Lì, dopo aver lavorato in campagna tutto il giorno, sempre come dipendente del conte, prendeva la bici per frequentare la scuola edile di Sedico, dove insegnava Fiore De Bortoli, che poi lo assumerà nella sua impresa fino al 1971 circa quando Celestino, dopo un breve periodo alla San Marco di Lentiai e con Dante Pollet, deciderà di diventare infermiere psichiatrico al Manicomio provinciale di Feltre.

Un’impresa non facile, in quanto doveva ancora conseguire la licenza elementare e quella media e poi frequentare un corso professionale semestrale; ma, naturalmente, prendeva la bicicletta ed andava a Santa Giustina a recuperare gli anni scolastici mancanti e poi a Feltre per il corso di infermiere ed entrare così a lavorare nel 1978 nella 5° divisione in Borgo Ruga per vari anni, mentre nella 1° Divisione lavorava Graziella.

Passò poi a Pullir, nella Colonia 11, con Guerrino Sanvido e con Mario Tranquillin dove si occupava, coi degenti, dei lavori agricoli per rifornire di viveri l’Ospedale di Feltre, fino al pensionamento nel 1995.

Da allora sempre al lavoro in campagna, ma nel tempo libero, si concedeva dei bei viaggi con Graziella. Poi si dedicò ai due figli, Michele e Laura, e a tanto sport, iniziato sui 19 anni come pugile – pesi Welter- a Belluno; poi bicicletta, ballo, calcio e soprattutto “sboci” dal 1975, con un palmarès di medaglie da invidia! E volontariato, specie con l’Unione sportiva e col Comitato per Pullir, vestiti “come na olta” in molte sagre, fiere e manifestazioni, scuole, poi in azioni meritorie per la chiesetta di San Lorenzo a Pullir e per Orsera, la parrocchia, gli spogliatoi del campo sportivo….

Ciao Celestino, da tutti quelli che ti hanno voluto bene ed apprezzato: ci mancherà il tuo esempio di vita.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.