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Ricambio generazionale

per le piccole e medie imprese bellunesi

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per le piccole e medie imprese bellunesi
Ricambio generazionale

Promuovere il Workers Buyout (WBO) come strumento di intervento in situazioni di crisi aziendali, ma anche per risolvere casi di mancato o difficile passaggio generazionale, criticità molto presente per le piccole e medie imprese nel Bellunese come nel resto del Veneto. È l’intento del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 15 marzo da Appia CNA Belluno e Legacoop Veneto, al termine del partecipato convegno “Passaggio generazionale, impresa e territorio”, svoltosi nella sala del Nogherazza a Castion. L’accordo prevede che i due firmatari condividano il monitoraggio di potenziali percorsi di WBO da avviare sul territorio e la valutazione della loro fattibilità, a partire da un’analisi dei prerequisiti necessari.

In sintesi, questo strumento prevede l’acquisizione della proprietà di un’azienda da parte dei lavoratori con l’obiettivo di portare avanti il know-how dell’impresa, nel caso di una sua eventuale chiusura, mantenendo al contempo anche il posto di lavoro. Un modello che sta prendendo sempre più piede anche in Veneto con alcuni casi già avviati in diverse province della regione.

Il convegno ha visto l’intervento del sociologo Diego Cason che ha presentato un’analisi sull’evoluzione del sistema della medio piccola impresa nel Bellunese. Michele Pellegrini di Legacoop Veneto ha illustrato lo strumento e i casi esistenti in Veneto.

Una possibilità, quella del WBO, cui potrebbero iniziare a guardare fin d’ora anche le piccole medie imprese bellunesi, alla luce anche della situazione attuale, non certo rosea, illustrata da Cason. I dati attestano una riduzione, dal 2000 al 2023, del 14%, delle imprese attive in provincia di Belluno e un’ancora più pesante decrescita delle imprese attive artigiane del 22,6%; sono anche le conseguenze di un calo, nello stesso periodo, di un 5,5% dei residenti e di un ancor più grave -15% della popolazione in età lavorativa.

«La collaborazione tra le nostre associazioni – che mette insieme elementi chiave quali rappresentanza, specializzazione nei servizi, capillarità di presenza sul territorio, opportunità di accedere a risorse finanziarie importanti – ci permetterà di analizzare attentamente la fattibilità di questa soluzione e di supportare le imprese interessate nel processo di transizione verso una nuova forma di gestione», spiega il presidente Appia CNA Belluno Massimo Sposato.

Sottolinea il presidente di Legacoop Veneto Devis Rizzo: «Questo accordo dà concretezza al nostro impegno a diffondere nel Bellunese il modello cooperativo, anche alla luce delle belle esperienze oggi attive, come quelle delle cooperative di comunità».

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