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RIAPRE LA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

RIAPRE LA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

A seguito dei lavori per l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento, riapre la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta di Lentiai. La chiesa era rimasta chiusa al pubblico da fine luglio a settembre per permettere lo svolgimento dei lavori. In questo periodo, tutte le funzioni religiose sono state svolte nella chiesa di Stella Maris, gestita dalle suore di San Giuseppe sempre nel comune di Lentiai. Il parroco Don Luca Martorel ci racconta qualcosa in più sui lavori svolti e su questa bellissima chiesa nel cuore della Valbelluna.

Che tipo di lavori sono stati svolti, quali migliorie apportate?
«Il progetto, approvato dalla Soprintendenza, prevede un riscaldamento a pavimento con pedane in legno poste sotto i banchi e nelle parti di chiesa utilizzate dai fedeli, alimentato a metano. La soluzione non è stata facile perché si tratta di una chiesa che custodisce al suo interno molte opere delicate. Questo nuovo impianto permette un beneficio immediato ai fedeli, un notevole miglioramento estetico e qualitativo e la salvaguardia delle opere d’arte.»

Perché ne è emersa la necessità?
«Il precedente riscaldamento ad aria era estremamente dannoso per le opere d’arte, poco efficace oltre che esteticamente imbarazzante. Si trattava di un grande tubo di plastica che correva tutto attorno la chiesa sopra le teste dei fedeli e che si gonfiava d’aria mentre la faceva uscire da piccoli fori. Oltre a essere costoso, era molto dannoso soprattutto per il cassettonato cinquecentesco di Cesare Vecellio, opera maggiormente in sofferenza a causa degli sbalzi termici provocati in breve tempo.»

Quale patrimonio artistico è presente all’interno della chiesa? Perché e in che modo è importante tutelarlo?
«L’opera più pregevole è il soffitto a cassettoni, un unicum almeno nel Triveneto. È della seconda metà del 1500, realizzato da Cesare Vecellio, cugino del più famoso Tiziano. Si tratta di 20 tavole con scene della vita di Maria appoggiate su una elegante struttura in legno decorato.

Degno di nota è il Polittico della Bottega del Tiziano con 10 tele che raffigurano l’Assunta, titolare della chiesa, e altri santi come Vittore e Corona, Antonio abate e Giovanni. Il san Tiziano è un capolavoro uscito dall’abile pennello del grande maestro. Poi, tra le pale laterali, ci sono tele di Frigimelica, Palma il Giovane, Ridolfi, Cesare Vecellio, Luigi Cima; una tavola di Giovanni da Mel; un grande crocifisso in legno con le statue di Maria addolorata e san Giovanni del feltrino Francesco Terilli; e in sacrestia il bel crocifisso di Andrea Brustolon.
È nostro dovere conservarli non solo per l’inestimabile valore artistico e culturale, ma soprattutto per il valore affettivo e di fede: di fede perché tutto nella chiesa esprime la fede di chi ci ha preceduto e ha voluto lodare Dio con l’indubbia bellezza delle opere realizzate; affettivo perché è frutto del desiderio e dei sacrifici dei nostri padri, consegnato a noi con orgoglio per raccontare 4 secoli di storia del nostro paese.»

Avete in programma ulteriori migliorie a favore del ricco patrimonio artistico e culturale presente nella chiesa?
«Quando sarà economicamente possibile ho in progetto di completare l’impianto di illuminazione, anche per permettere ai molti visitatori di avere la chiesa illuminata; oltre che a provvedere al restauro di alcune opere e dell’intonaco delle navate laterali. Sono soddisfatto, e anche commosso, perché dopo anni di attesa e progetti, riesco a realizzare un sogno. Ogni volta che entro in questa chiesa mi sento accolto dalla sua nobiltà, coinvolto nel mistero che vuole celebrare, attirato allo stupore della sua gentile bellezza. Viene naturale alzare gli occhi e rimanere a bocca aperta, per poi abbassarli e intonare una spontanea e riconoscente preghiera. Invito i lettori a visitare la nostra bella chiesa – dal 1880 Monumento Nazionale – non tanto per verificare gli ultimi interventi quanto per ammirarne l’elegante finezza.»

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