800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Rete delle scuole di montagna

trasformare gli ostacoli in opportunità

Rete delle scuole di montagna

trasformare gli ostacoli in opportunità

Forse la pandemia, tra tante limitazioni imposte, ha avuto come conseguenza anche il fatto di aumentare la consapevolezza e rendere più urgenti scelte orientate a stabilire collaborazioni tra realtà locali, garantendo loro un respiro condiviso e più ampio.

Nel panorama scolastico veneto si era iniziato a parlare di sinergie tra le scuole della montagna Veneta fin dal 2017. Come sottolineato dal prof. Bruno Chiozzi, che negli anni ha seguito dal punto di vista scientifico i lavori di costituzione della rete, «era emersa la necessità di un coordinamento forte e istituzionalizzato tra gli Istituti Scolastici al fine di condividere le idee, le risorse e il pensiero pedagogico, didattico ed organizzativo di territori così speciali come quelli di montagna, per affrontare insieme le complessità organizzative e gestionali.»

Questa idea ha portato alla costituzione nel novembre 2021, della rete di scopo “Rete Scuole Montagna Veneta” tra una trentina di istituti scolastici di montagna delle province di Belluno, Vicenza e Verona, capofila l’Istituto Comprensivo Marco da Melo di Belluno, alla presenza delle dirigenti tecniche dell’Ufficio scolastico regionale dott.ssa Laura Donà e dott.ssa Maria Mapelli.

Si tratta di una rete che raccoglie tutti i gradi e ordini di scuola, con la finalità di contrastare l’abbandono delle zone di montagna, anche con azioni di orientamento personale e scolastico. La dott.ssa Donà ha sottolineato come si tratti di un atto di coraggio attivarsi con nuove iniziative, in un momento così complesso derivante dalle limitazioni imposte dalla pandemia.

Il promotore dell’iniziativa Dirigente Scolastico dell’I.C. di Bosco Chiesanuova Alessio Perpolli, ha espresso soddisfazione per l’avvio della rete, sulla base di un accordo libero e gratuito, orientato ad una progettazione aperta in tutte le direzioni. «Condivisione e lavoro in team sono aspetti fondamentali delle nuove modalità di lavoro», ha precisato Perpolli, ricordando che uno degli elementi di fatica per chi vive in montagna, è l’isolamento e la rete ha quindi lo scopo di «riunire quello che la geografia divide».

Il Dirigente Scolastico dell’IC Mel Umberto De Col, ci illustra il significato di Patto educativo di Comunità e ci introduce al concetto di Rete: «La Rete nasce dall’esigenza di capire se la montagna pone soltanto ostacoli, oppure se costituisce un’opportunità educativa. I Patti educativi di comunità si sviluppano appunto intorno all’idea di scuola come comunità di un territorio, nella consapevolezza che nessuno è autosufficiente. I concetti cardine sottesi sono gli ambienti di apprendimento e il Patto educativo di comunità.
La comunità di apprendimento si raccoglie attorno alla scuola in uno spazio attivo e aperto, capace di garantire a tutti, sia l’autonomia nella scelta e nell’esplorazione dei contenuti, sia il supporto perché tale esplorazione si integri al meglio attraverso le pratiche di apprendimento proprie dell’istituzione scolastica, aprendosi ad altri spazi per condividere oltre al sapere anche il bello e l’arte.

Si parla allora di ambienti di apprendimento, che sono luogo fisico, ma anche insieme di regole, di strumenti culturali e simbolici utilizzati dagli insegnanti: luoghi di scambio, di confronto, di riflessione e di ricerca, così da stimolare gli alunni sul piano cognitivo, affettivo, personale ed interpersonale. Strumenti fondamentali derivano dalle possibilità offerte dall’apprendimento del pensiero computazionale, attraverso il coding e robotica, e dalle Biblioteche scolastiche innovative, ambienti di apprendimento concepiti come centri di informazione e documentazione anche digitali, che consentono il superamento di limiti territoriali e gestionali, quali quelli imposti dalla pandemia.»

Obiettivo fondamentale della rete è la condivisione di risorse, progetti e buone pratiche didattiche, amministrative ed organizzative, per dare supporto, con l’Ufficio scolastico regionale, alle istituzioni scolastiche aderenti e creare opportunità per docenti, alunni, famiglie ed enti locali, concretizzando così l’idea di una scuola diffusa e di prossimità.

Il prossimo passo sarà individuare il gruppo tecnico che lavorerà a stretto contatto con l’Ufficio scolastico regionale per sviluppare le iniziative progettuali. I problemi da affrontare non mancano: dal numero minimo di iscritti, all’andamento demografico preoccupante per capire quante e dove saranno le scuole di montagna del futuro.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.