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Reperti di Cesiomaggiore

al Museo Archeologico di Feltre

Reperti di Cesiomaggiore

al Museo Archeologico di Feltre

Nel numero di dicembre vi raccontavamo la storia del G. A. S. (Gruppo Archeostorico Cesiolino), che nella sua trentennale attività ha contribuito ad individuare siti e reperti, soprattutto preistorici fino all’epoca romana e a quella longobarda, nel Feltrino. In quel numero abbiamo anche pubblicato alcune mappe dei ritrovamenti. Questa volta, invece, prendendo spunto dall’importante momento della consegna alla Soprintendenza, tramite la Direzione dei Musei di Feltre, dei reperti di questa attività, vogliamo mostrarvene alcuni, per sottolinearne l’importanza per i territori cesiolino e feltrino.

In effetti, qualche settimana fa, alcuni cittadini di Cesiomaggiore hanno consegnato alla Direzione dei Musei, presso il Museo “Carlo Rizzarda”, due pesanti scatole colme di oggetti rinvenuti in superficie in questi anni e già segnalati alla Soprintendenza di Padova. Esse contenevano dei reperti soprattutto litici, ma anche vitrei, ceramici o metallici del periodo compreso fra il Paleolitico e l’epoca romana in un arco temporale di circa 30 mila anni.

La direttrice, compilando il verbale ed esaminando il materiale, già ben ordinato, classificato e catalogato, ha apprezzato l’importante lavoro svolto che dimostra come il Feltrino, ed in particolare il Cesiolino, fosse stabilmente abitato già millenni addietro.

Fra i reperti più interessanti ricordiamo
A Col Drael: frammenti di ceramica invetriata e graffita riferibili al ‘400-‘500;
Al Col de la Tor: frammento di bordo di ampolla in vetro di età romana e piccoli frammenti di ceramica (presso la tomba che conteneva lo scheletro ben conservato già consegnato in passato ai musei di Feltre);
In vari siti, del periodo Neolitico, dell’età del Bronzo e del Ferro: oggetti in selce, fra cui punte di freccia, lame, grattatoi, nuclei, elementi di falcetto e frammenti di ceramica vascolare.

Riteniamo che alcuni di questi reperti, assieme ad altri indubbiamente più importanti come l’uomo della Val Rosna, ritrovato dal feltrino Aldo Villabruna, il cui reperto originale si trova presso l’Università di Ferrara, o almeno la copia, ora presso il museo di Belluno, troverebbero la loro sede naturale presso il costituendo Archeologico di Feltre. Invitiamo perciò i Comuni del progetto “Feltria” e la Soprintendenza ad un’iniziativa congiunta, cui non può mancare l’adesione anche dei singoli cittadini che, se in possesso di qualche reperto, sono invitati a consegnarlo alla Responsabile dei Musei di Feltre presso la Galleria “C. Rizzarda” in via Paradiso (tel. 0439 885234).

Tutto ciò, come dicevamo in dicembre, come base di partenza sia per la tracciatura di percorsi turistici in ogni comune, sia per consentire la fruizione dei siti più significativi e incentivare la formazione di operatori turistici volontari, sia per lo sviluppo di quel turismo culturale che ormai attrae molte persone, specie dall’estero.

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