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Reminescenze Celtiche

nei tetti dell’Alpago e del Feltrino

Reminescenze Celtiche

nei tetti dell’Alpago e del Feltrino

La presenza dei Celti nella nostra provincia non è testimoniata solo da numerosi toponimi, uno per tutti il nome stesso del capoluogo Belluno, la “città splendente”, ma anche da curiose costruzioni che si possono ammirare a Sovramonte, riprodotte anche nel logo della Pro loco, ma anche nella conca dell’Alpago e in altre località del Bellunese.

Si tratta di edifici montani con il frontone “a gradoni” utilizzati come stalle, magazzini e case, realizzate con pietra locale, legno, paglia e canne. La cosa interessante è che si possono osservare in varie parti d’Europa, dalle Alpi italiane e francesi ai Pirenei, dagli Appennini modenesi arrivando al Nevegal e alla valle del Vajont.

In Alpago, con beneficio d’inventario, si posso ammirare a Borsoi, Chies, Funes, San Daniele e Tambre. A Sovramonte nel Vallon di Aune-località Oza, Zorzoi, Col Fariet e Col dei Mich. L’origine celtica è dibattuta perché nelle aree bellunesi si incontrarono anche altre due culture diverse: quella germanica e quella latina, ed è difficile definire con esattezza da chi furono mutuate queste tecniche costruttive. Quello che è certo è che queste costruzioni sono uno splendido esempio di come culture montane diverse tra loro abbiano adottato questo stesso stile architettonico per realizzare costruzioni che, a distanza di secoli, possiamo ancora ammirare.

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