Quando ero ragazzino, le prime escursioni in montagna con la scuola mi hanno lasciato un segno profondo. Ricordo ancora vividamente la mia prima uscita a Pra Montagna con il professore di tedesco, Riccardo Maccagnan, lo stesso che, per insegnarci la lingua, portava in classe i fumetti in tedesco di Asterix e Obelix! O le giornate sulle Vette Feltrine con l’Alpinismo Giovanile del Cai di Feltre, guidato da Pierone Piccolotto e William Faccini.
È lì che è nata la mia passione per la montagna: un amore sportivo e culturale che non mi ha mai abbandonato, e che ancora oggi continua ad alimentare sogni, idee e progetti. Ci ho pensato spesso: quell’imprinting ricevuto alle medie ha influenzato profondamente la mia vita. Iniziare a camminare con persone capaci di trasmettere i valori autentici della nostra terra — e al tempo stesso farmi divertire e imparare — ha fatto davvero la differenza. Per questo ho sempre desiderato, un giorno, poter restituire qualcosa di ciò che avevo ricevuto, arricchito dalle esperienze maturate nel tempo.
L’occasione è arrivata verso la fine dello scorso anno, quando la prof.ssa Roberta Baratto, docente della scuola secondaria di Cesiomaggiore, mi ha proposto di collaborare all’organizzazione di un progetto dedicato all’orientamento scolastico e alla prevenzione del disagio educativo.
È nato così “Just a chill guy, in montagna”, un percorso di educazione all’aria aperta pensato per promuovere l’apprendimento attraverso esperienze dirette.
Così 11 studenti di seconda e terza media hanno camminato insieme per cinque giornate intense, affrontando temi importanti a contatto con la natura, tra fatica, scoperta e bellezza.
Non era scontato che il progetto piacesse, né che avremmo trovato il modo di portarlo a termine. Ma le immagini che seguono raccontano parte di ciò che è successo. Il resto, lo possono dire solo i ragazzi. Da parte mia, posso dire di aver visto impegno, responsabilità, curiosità, sorrisi, fatica condivisa, voglia di mettersi in gioco e la gioia di ritrovarsi parte di un gruppo, immersi in qualcosa di autentico.
Un grazie di cuore a chi ha reso possibile questa esperienza: la prof.ssa Roberta Baratto, il collega guida Mauro Copat, Damiano Zandonà, Federico Soppelsa, e soprattutto loro: Tina, Lara, Agata, Tommaso, Mattia, Lorenzo, Cristian, Samuele, Davide, Luca, Enrico. Perché sì, là fuori… c’è davvero un mondo meraviglioso da scoprire. Vero, ragazzi?
Il programma in sintesi
24 giugno – Nella valle di Sant’Agapito
Una lezione pratica su come prepararsi a un’escursione: cosa mettere nello zaino, come vestirsi, come orientarsi e leggere una carta topografica.
25 giugno – La montagna di mezzo
Una giornata dedicata alla biodiversità e all’inclusione. Con il gruppo “Montagna che aiuta” del Cai di Feltre, abbiamo provato la Joëlette: una speciale carrozzina da escursione che permette anche a persone con disabilità di vivere la montagna.
28 giugno – La via delle pietre
Abbiamo imparato a riconoscere le rocce lungo i sentieri verso Perina, scoprendo come il tempo abbia modellato la nostra valle.
30 giugno – Per il bene comune
Abbiamo dedicato la mattina alla cura del territorio: pulizia della chiesetta di Sant’Agapito e dei sentieri, accompagnati da storie e leggende locali.
2 luglio – Vita in malga
L’ultima giornata è stata la più impegnativa: 1100 metri di dislivello per raggiungere Malga Erera, nel cuore dei Piani Eterni. La fatica è stata ripagata da un paesaggio mozzafiato.
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