Radici ritrovate tra Brasile e Australia
E tu ricerchi là le tue radici
Se vuoi capire l’anima che hai
(Francesco Guccini)
La comunità di Arson, insieme a quelle di Pren, Vignui e Villabruna, ha avuto tra inizio maggio e giugno due belle “ondate” di affetto ricambiato con entusiasmo. Il 30 aprile scorso arrivava alla stazione di Feltre, proveniente da Florianopolis (Stato di Santa Catarina, Brasile), Antoninho Luiz Baldissera, ospitato ad Arson con una cena di benvenuto a base di risotto Zafferano Dolomiti coltivato sul posto.
Dalle ricerche di Giorgio Fornasier e Nino Gris negli archivi parrocchiali di Pren e Vignui, Antoninho è discendente di Felice Baldassar e a seguire di un pronipote di questi, Domenico Lorenzo Baldissera di Vignui, che sposò a Pren nella chiesa di San Biagio il 21 gennaio 1880 Santa De Girardi.
Non si è riusciti a trovarne l’origine “arsonese”, ma basti pensare che il primo che appare sul registro dei battesimi della parrocchia di Arson (1613) è Salvador Baldissera di Francesco e che i Baldissera ad Arson erano tanti da dover individuare i vari ceppi con un soprannome (Tonet, Mura, Bastianoi, Susani, ecc.).
Il 1° maggio i paesani hanno accompagnato Antoninho a vedere i resti della casa natale dei suoi antenati (in località La Vigna), a visitare le chiese di Vignui e Pren e a vedere il luogo d’origine di Santa De Girardi con i documenti del matrimonio. Dopo un brindisi presso la locale cantina, ecco un pranzo con prodotti locali e doni a cura delle associazioni di Vignui. Nei giorni a seguire, visita a Feltre e la messa animata dai canti di Giorgio Fornasier, uno anche in lingua portoghese, che ha ricordato la triste vicenda del piroscafo “Sirio”, carico di emigranti e diretto in Brasile, che naufragò nel 1906 a Cartagena; i pochi soccorsi vennero dai poveri pescatori con le loro barchette. Alla fine tutti insieme a cantare “Merica, Merica”, poi in canonica per la cena offerta dalla comunità di Arson. Il giorno dopo incontro con la famiglia De Girardi con un riguardo particolare alla signora Claudia prossima ai cent’anni.
Un altro abbraccio dall’emigrazione
E veniamo alla seconda bellissima ondata di grande affetto: il 5 giugno proveniente da Itajaì (Stato di Santa Catarina, Brasile) è arrivato ad Arson Anivar Nervis insieme alla figlia Diangela Nervis col marito Carlo, provenienti da Adelaide (Australia), tutti discendenti (sesta generazione) del secondo figlio di Nicandro Nervis e Domenica Baldissera (vedi “il Veses” di dicembre 2024). Diangela con il marito erano già stati da noi nel 2024, ma il sogno era di riuscire a convincere anche il padre a venire ad Arson dove Nicandro (esposto del Pio Istituto “Santa Maria della Pietà di Venezia, nato il 4 gennaio 1827) era stato affidato alla famiglia Boz fino al 1845 (raggiungimento dei 18 anni, come riportato nell’archivio del Pio Istituto), per poi rimanere fino a 53 anni; era al terzo matrimonio essendo purtroppo venute a mancare le prime due mogli. Le ricerche di Diangela datano l’espatrio di Nicandro nel 1880, ma sembra che due dei suoi figli avessero già raggiunto il Brasile; la discendenza di Nervis (cognome ora inesistente in Italia) in Brasile è di diverse centinaia di persone, tutte dello stesso ceppo. Ci racconta Diangela che nel Museo del Pio Istituto siano descritti accuratamente abiti e colori (patriarca) indossati e le condizioni delle vesti al momento del deposito sulla ruota.
Per Anivar, Diangela e Carlo si ripete l’accoglienza ad Arson con risotto allo zafferano e la messa per Nicandro e Domenica, con i canti di Fornasier. Nei pochi giorni di permanenza, la famiglia è riuscita a trovare notizie degli avi del ramo materno (Dall’Agnol) a Fastro, dove si trova la “via della grande emigrazione in Brasile” a ricordo della partenza di gran parte di quella comunità con il parroco in testa; qui hanno raccontato a Diangela il fatto che il giorno della partenza le campane suonassero a morto perché sapevano che i partenti non sarebbero mai tornati. Noi ad Arson abbiamo suonato le campane a festa perché siamo sicuri che questi amici li incontreremo ancora.