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Quei Giganti Buoni

a tu per tu con gli Highlander di Arson

Quei Giganti Buoni

a tu per tu con gli Highlander di Arson

Li vedi e ciò che ti colpisce subito sono la mole imponente (il toro pesa circa 10 quintali) e le corna aguzze dei soggetti adulti. Incutono un po’ di timore eppure, a guardarli bene, hanno un muso davvero simpatico e, anche se si stenta a crederlo, sono animali mansueti, pacifici e si affezionano a chi si prende cura di loro, tanto da pretendere “grattini” e coccole varie.

Sono i bovini Highlander, originari della Scozia, pelo lungo a coprire gli occhi, predominante il rossiccio con le sue infinite sfumature o nero, e ad Arson, a 550 m. s.l.m., ce ne sono attualmente dieci; si chiamano: Oswin, Sissi, Astra, Alina, Carmen, Susi, Oliver, Alaska, Owen ed Ariel. La regola coi nomi, per la certificazione del pedigree, vuole che se il vitello che nasce è maschio deve avere come iniziale la stessa del padre, mentre se è femmina quella della madre.

Vivono all’aperto tutto l’anno, non temono il clima avverso: d’estate hanno bisogno di un po’ d’ombra, magari, e accesso all’acqua; d’inverno sembrano di fatto godersi il freddo. Tengono il terreno ben “rasato”, lasciando solo alcune erbe che, evidentemente, non sono salubri o comunque non di loro gradimento. Non disdegnano poi di altri nutrienti, quali: ortaggi di tutti i tipi, anche se troppo cresciuti, e per loro le mele sono un’autentica delizia, piccole, grandi, bacate: non c’è problema.

A prendersi cura della mandria pelosa con passione è Erica Salvadori, insieme al marito Matteo e ai figli Elena e Gabriele. L’avventura è partita nella primavera del 2019 quando hanno acquistato le prime due vitelle in Alto Adige, ed è poi proseguita con altri acquisti e nel tempo sono iniziate anche le nascite, una meraviglia! Le vacche al momento del parto si arrangiano pressoché da sole, un occhio e un aiuto umano sembra comunque assai gradito. Tutto il latte che producono è destinato alla prole e, vivendo all’aperto, protette unicamente dal recinto elettrificato, i vitelli possono saziarsi in qualsiasi momento della giornata e per quante volte desiderano.

Ogni tanto capita di assistere a qualche scena particolarmente divertente: il toro con la sua mole possente si sposta verso l’angolo più a nord del recinto perché, a qualche centinaia di metri, ha visto pascolare dei bovini, ma soprattutto bovine, di altra razza e comincia a “chiamarle”, ma dal fondo del recinto arrivano invece di corsa a redarguirlo Sissi e Astra… come si permette? Oppure se qualcuno, anche estraneo, passa vicino al recinto, lo seguono fin dove possono e lo studiano attentamente.

Se quel qualcuno sta andando a falciare erba fresca, lo sguardo diventa supplichevole, perché si aspettano che sia destinata a loro. A volte seguono a bordo recinto qualche altro “quadrupede” ad esempio un gatto che passeggi nei pressi; lo sguardo dei bovini sarebbe anche amichevole, ma la differenza di mole di solito induce il gatto ad allontanarsi velocemente.+

In un periodo dove si assiste all’aumento dell’aggressività, guardare questa mandria così pacifica e benevola, nonostante dimensioni e corna, è piacevole e induce a pensieri positivi.

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