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Quatro salti… in barèla

Giovanni Peterle e le sue acrobazie sui pattini

Quatro salti… in barèla

Giovanni Peterle e le sue acrobazie sui pattini

Un po’ di tempo fa, navigando sul web, mi soffermo su un filmato dove un matto su dei pattini a rotelle esegue salti e piroette in compagnia non certo di una bella ragazza ma di una… carriola!

Ma guarda te cosa fa la gente al giorno d’oggi per avere visibilità sui social!” penso, ma nel frattempo continuo a guardare altri video e capisco che non è solo questione di visibilità: questo ragazzo è bravo (e comunque pure matto) davvero! Il cognome pare tradire origini bellunesi, e infatti scopro che addirittura vive vicino a casa mia! Riesco a contattarlo e a chiedergli la possibilità di intervistarlo e nel frattempo, per arrivare preparata, vado ad assistere ad una delle due esibizioni programmate durante la sagra di Pellegai dove in compagnia di un amico munito di bicicletta ha messo a dura prova le coronarie dei presenti. Giovanni Peterle manca di poco l’appuntamento col nuovo millennio, essendo nato il 30 dicembre 1999. È un bel ragazzo sorridente che racconta delle sue “imprese” quasi con un poco di imbarazzo, come se ritenesse che non fossero poi chissà cosa. E invece ci sa davvero fare, visto che in ottobre ha partecipato al suo primo Campionato Europeo a Valencia mancando di un soffio la finale.

Giovanni, quando è nata la tua passione per i pattini e soprattutto per le acrobazie?
«Fin da piccolo, con la bicicletta, mi sono sempre dilettato in salti e giravolte. A 14 anni sono arrivati i primi pattini in linea e da allora non ho mai smesso di indossarli tutti i giorni e allenarmi. Pur avendo praticato altri sport (atletica, karate, calcio, nuoto, sci) quella per i rollerblade è stata ed è la mia passione più grande. I primi passi li ho mossi allo skatepark di Mel dove mi allenavo con gli amici. Poi verso i 18/19 anni ho sentito che quei salti non mi bastavano più e ho iniziato a costruirmi da solo delle rampe con le quali esercitarmi.»

Anche quella enorme che ho visto qui fuori?
«Si, la rampa grande mi è servita per avvicinarmi al mondo degli show Nitro Circus, uno spettacolo itinerante americano di sport estremi al quale, da quest’anno, potrei essere chiamato a partecipare e che è uno dei miei sogni nel cassetto.»

Gli altri quali sono?
«Bhe, innanzitutto avere uno show mio. Poi battere qualche record del mondo, non necessariamente con i pattini. E poi ampliare il park della mia scuola.»

Hai una scuola?
«Peterland, un’associazione con la quale organizzo corsi di pattinaggio, di tappeto elastico e cose simili.»

Scusa ma questa cosa della carriola mi affascina. Come mai un oggetto così inusuale?
«In realtà ho sempre fatto evoluzioni con la carriola fin da bambino, quest’anno però ho pensato di inserirla nei miei salti con i pattini e mi sono inventato un sacco di cose, è un oggetto molto versatile!»

Guardandoti, l’altro giorno, non ho potuto fare a meno di pensare a un’eventuale caduta. Ti è mai successo di farti male?
«Certo (ride), negli anni mi sono rotto una spalla, il polso, quattro dita, una caviglia, tralasciando le botte varie. Inoltre ho avuto qualche trauma cranico, ma niente che mi abbia impedito di proseguire per la mia strada.»

I tuoi familiari saranno entusiasti di questa tua passione…
«All’inizio proprio per niente, poi hanno capito che questa era la mia strada e ora mi danno fiducia. Tranne nonna, che rimane profondamente contraria!»

E dove vorresti che ti portasse questa strada? Come ti vedi tra vent’anni?
«Finché potrò voglio continuare a saltare. Una cosa che mi piacerebbe davvero tanto è mettere in piedi una mega fabbrica di contenuti multimediali in modo che le persone possano dedicarsi completamente alle performance senza perdere tempo dietro a quelle cose che nulla hanno a che fare con le loro esibizioni come filmare, montare le riprese, postare sui social eccetera.»

Tu punti molto sui social?
«Certo, i video dei miei salti arrivano in tutto il mondo e in uno sport come questo che ha poche occasioni di confronto con gli altri atleti e poche manifestazioni dove mettersi in mostra, i social diventano essenziali. Condivido i miei successi ma anche gli sbagli prima di raggiungere il risultato voluto, oltre ai progetti futuri e agli appuntamenti per vedermi dal vivo.»

Opzione, quest’ultima, che mi sento di sconsigliare ai deboli di cuore!

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