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Quando il cavallo diventa arte

Quando il cavallo diventa arte

Anche questo mese restiamo in sella e facciamo conoscenza con Primo Bernard, nato nel 1968 in Calabria, terra materna, ma trasferitosi pochi mesi dopo a Trichiana dove tuttora vive. Primo fa parte della compagnia di Teatro Equestre di Rudj Bellini con la quale, da semplice appassionato, come tiene a ribadire, si è tolto belle soddisfazioni.

Da dove nasce il tuo amore per i cavalli?
«Sono sempre stato affascinato da questi animali fin da piccolo, ma a casa avevamo solo asini e pony. Con la prima paga della Ceramica Dolomite, nel 1989, ho preso, in provincia di Vicenza, la prima cavalla che, ironia della sorte, si chiamava Prima. L’ho fatta ingravidare e ho tenuto il suo puledro, Nixon. All’inizio per me l’equitazione era fare passeggiate e trekking a cavallo con gli amici di Trichiana, però ad un certo punto ho cambiato visione.»

Cosa è stato a fartela cambiare?
«A metà degli anni 2000 l’associazione Amici a Cavallo di cui facevo parte organizzò uno stage con un noto maestro d’arte equestre, Roberto Corrias y Pintor, con lo scopo di acquisire maggior sicurezza.
Per me fu una folgorazione: cominciai a lavorare col cavallo in uno spazio stretto e definito prediligendo la cosiddetta “redini lunghe” ovvero il lavoro a terra, senza montare il cavallo. Non c’è coercizione dell’animale, esso esegue figure che già fanno parte della sua natura e che addirittura venivano adoperate in guerra contro il nemico.»

Addestravi Nixon da solo?
«No, il maestro Corrias ogni due o tre mesi saliva da Vicenza, dove viveva pur essendo di origini spagnole, e si recava al domicilio degli interessati per lavorare col cavallo che rimanendo nel suo ambiente era più propenso ad imparare. Corrias era una persona eccezionale. Quando l’ho conosciuto era già stato vittima di un ictus che gli aveva paralizzato metà del corpo e impedito di salire in sella ma non di insegnare, cosa che sapeva fare benissimo. Nel 2012 un ulteriore attacco lo ha costretto sulla sedia a rotelle, ma la nostra amicizia è continuata fino al 2018, anno in cui purtroppo è venuto a mancare.»

Grazie ai suoi insegnamenti e alla tua tenacia hai ottenuto ottimi risultati. Sei soddisfatto del livello che hai raggiunto?
«Quello che faccio non può certo definirsi Alta Scuola, ma ammetto che alcune cose sono decisamente impegnative. Dopo aver rotto il ghiaccio con qualche spettacolo in zona, ho iniziato esibendomi da solo con mia figlia Ilaria Bernard con cui ho vinto il terzo posto a “Talenti e Cavalli” di Fieracavalli Verona 2012 e ho proseguito con il Teatro Equestre di Rudj Bellini, compagnia messa in piedi nel 2015 con alcuni professionisti del settore, fino ad arrivare al Galà d’Oro di Fieracavalli Verona 2018. Per me è stata la realizzazione di un sogno, mai avrei pensato di esibirmi nella serata più importante di una delle più famose fiere del settore. Abbiamo portato in scena “La ballata del Centauro” uno spettacolo con cinque stalloni, guidati a redini in cintura, a tempo di musica, tramite il movimento del corpo. Quindi direi che si, per un semplice appassionato come amo definirmi, posso dirmi più che soddisfatto!»

Dove è possibile ammirare le vostre esibizioni?
«Negli anni, solo per citare alcuni posti, siamo stati a Roma al circo Massimo, in occasione del Longines Global Champions Tour, gara internazionale di salto ad ostacoli, poi in Sicilia, a Santa Marinella, alla fiera di Travagliato. Il Covid poi ci ha frenato, ma per quest’anno stiamo delineando i programmi che oltre alle due fiere del settore, avranno sicuramente altre occasioni di incontro.»

Immagino che non sia più Nixon il cavallo che ti accompagna…
«Nel 2007 sono andato con Corrias ad Asti in un allevamento, ma non avevo in programma di acquistare un cavallo. Solo che un puledrino, che già al mio arrivo mi aveva fissato in modo particolare, ha cominciato a nitrire forte quando mi ha visto andar via. L’ho interpretato come un segno ma mi dissero che era già stato venduto. Tornato a casa ho monetizzato tutte le ferie che avevo messo da parte, ho fatto un’offerta più alta e ho portato a casa Desperado VII. Nixon ha ormai 25 anni e si gode la pensione.»

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