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Quale futuro per l’associazionismo post covid

la fotografia di "Orizzonti in comune"

Quale futuro per l’associazionismo post covid

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Il gruppo “Orizzonti in comune” si è interrogato su quale futuro spetta alle nostre associazioni di volontariato dopo l’era Covid che speriamo vivamente non torni. Abbiamo notato una certa fatica nella ripartenza delle attività delle nostre associazioni e ci siamo domandati se il motivo fosse legato solo alle conseguenze della pandemia o ci fossero altre motivazioni. Abbiamo quindi voluto fare un’inchiesta coinvolgendo alcune realtà del nostro comune per capire le reali problematiche ed esigenze che caratterizzano questo settore.

Dalla ricerca sono emersi alcuni spunti di riflessione su cui fare degli approfondimenti. Dopo quasi due anni di letargo sociale non è certo semplice rimettere in moto la macchina, si fa molta fatica a riprendere certe consuetudini come riunioni esecutive ed organizzative, ma in particolare abbiamo notato una certa rassegnazione da parte di qualche compagine; oltre ai noti problemi pre pandemia di carattere normativo se ne aggiungono altri legati al contenimento del virus: le nuove norme impongono restrizioni e operazioni nuove di non facile esecuzione per realtà piccole come le nostre, senza considerare poi il fatto che vi è un certo timore nel pensare in un’ottica di lungo periodo per il rischio sempre presente di un nuovo lockdown.

Secondariamente alcune associazioni si pongono spesso la domanda se valga davvero la pena organizzare manifestazioni come sagre, tornei, cinema, teatro ed altri eventi ricreativi e di aggregazione. Questa pandemia ha purtroppo accelerato un fenomeno che già pre Covid stava sorgendo, ovvero l’individualismo; siamo stati per molto tempo abituati ad arrangiarci e stare soli per cui ora molte persone prediligono altre attività individuali o frequentare un ristretto giro di persone e molti non sono inclini a vedere gente, in più i social e lo smartphone non aiutano di certo la gente a socializzare nella realtà ma sempre di più nel mondo virtuale .
Sussiste poi l’annoso problema di spazi adeguati ove realizzare le proprie manifestazioni, si spera sempre nella realizzazione di un contenitore idoneo alle esigenze delle nostre compagini; tutti si augurano che il progetto di una sala venga definitivamente messo in cantiere e portato a termine, senza costringere alla perdurante immigrazione presso altri comuni.

Infine resta l’annoso problema del ricambio generazionale o comunque di nuovi operatori volontari che si prodigano in prima persona e si assumono un impegno costante di lungo periodo, anche se noi personalmente abbiamo visto negli ultimi anni qualche volto nuovo a cui auguriamo buon lavoro.

Fatte queste premesse, noi del gruppo riteniamo che la politica di intervento “liberale” che questa amministrazione ha sempre portato avanti, e che sicuramente poteva essere efficiente in altri contesti storici, ora non basta più. È necessario per riaccendere il motore un intervento in prima persona dell’amministrazione comunale; andrebbe verso questa direzione l’istituzione quanto meno del facilitatore, simile alla nostra proposta della Pro loco come associazione di categoria del volontariato locale. Le associazioni non possono farcela da sole a fronteggiare le nuove sfide normative e organizzative future; se si vuole migliorare l’offerta delle manifestazioni proposte, in modo da vincere la concorrenza dei social o di altre attività, è indispensabile avere un organo esterno superiore e flessibile che possa sgravare i legali rappresentati e chi ha responsabilità esterna da tutto quello che non è il core business (attività tipica) dell’associazione, in modo da potersi concentrare solo su aspetti organizzativi legati all’evento.

A tal proposito vorremmo quindi proporre un incontro tra il consiglio comunale e le associazioni che hanno interesse alla realizzazione del progetto di ripartenza.

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