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Pullir e la sua gente

Un inedito racconto di Remo Corona

Pullir e la sua gente

Un inedito racconto di Remo Corona

È

 soddisfatto e raggiante Remo Corona, presidente del Gruppo Apicoltori l’ApeRina e tra i promotori del Gruppo Zafferano Dolomiti: conosce bene il dolce nettare ma anche quella preziosa polverina gialla, anzi color zafferano, che costa più dell’oro ma contribuisce a fare piatti stupendi. Non solo: ora, dopo che ci pensava da tempo, Remo si è trasformato in… scrittore!

Ecco, infatti, la stampa di “Pullir e la sua gente” che è stato presentato dall’autore nella piazza antistante la chiesa con la presenza di oltre un centinaio di paesani e amici.

Nato il 29 giugno 1944 a Pullir, sposato con Diana nel 1969, diplomato in tecnica pratica edile, dopo il meritato pensionamento (1998) si è dedicato ad agricoltura bio, fotografia, apicoltura e ricerca storica.

Ha voluto dedicare al suo paesello natio un bel testo, semplice e di facile lettura (con qualche perdonabile errore di ortografia, che lo fa ancora più prezioso perché sincero), che racconta storia e memoria della frazione di Pullir, sede storicamente di molte colonie dell’ospedale di Feltre e di ospitalità per persone con disturbi mentali.

Remo racconta i ricordi della sua gioventù degli anni 50, la storia delle varie famiglie, delle attività, delle botteghe, degli atleti di ciclismo, dei casati del borgo, di fontane ed abbeveratoi, del lavaggio dei panni attraverso la “lissia”. Racconta la storia di tante famiglie, dell’allevamento dei capponi, ma anche dei vari soprannomi delle genti di Pullir e Menin, degli edifici storici tra cui le belle ville padronali.

Tante le sue foto oramai storiche dei tempi passati e notizie interessanti, come quando si cominciò a coltivare le mele grazie al dottor Canova, amministratore del “Santa Maria del Prato”. Della vocazione alla frutticoltura si interesseranno poi nel Terzo millennio coltivatori trentini e prova ne sono le distese di meleti nelle fertili terre della zona. Ancora una volta i “nostrani” non hanno capito, sarà forse la mancanza di sussidi per la montagna bellunese?

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