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Publius Turranius Severus

il centurione bellunese

Publius Turranius Severus

il centurione bellunese

Le immagini sono il più potente e globale mezzo di comunicazione esistente al giorno d’oggi. Nell’antichità tale sistema comunicativo era ben conosciuto dalle grandi civiltà che esprimevano la propria ricchezza e potenza attraverso l’arte, l’architettura, la monetazione.

La Colonna Traiana rappresenta forse uno dei più affascinanti esempi artistici di comunicazione di massa progettati dall’uomo nella sua storia. Le imprese dell’esercito romano guidato dall’imperatore Traiano alla conquista della Dacia sono narrate su una colonna spiraliforme alta 30 metri come fossero un film cinematografico. È quantomeno suggestivo immaginare che tra quelle schiere di soldati rappresentati in marcia o in battaglia che presero parte alle vittoriose campagne militari vi fosse non un semplice legionario ma bensì un centurione nativo di Belluno. La sua storia è stata ricostruita grazie alla rispettiva iscrizione funeraria scolpita in una stele in calcare dissotterrata da una località del nord-est della Turchia nei pressi dell’antico forte legionario di Satala, ed ora andata perduta, di cui oggi rimane semplicemente una fotografia.

LA FAMIGLIA D’ORIGINE
Il personaggio nacque da una famiglia benestante, la gens Turrania, una delle famiglie più influenti dell’epoca romana nel Bellunese tanto da annoverare un magistrato incaricato nella gestione della viabilità e dell’edilizia pubblica nell’amministrazione politica del municipium di Belluno. Una famiglia potente e molto documentata nel territorio capace di commissionare facilmente un loro membro verso uno dei gradi principali dell’esercito romano, pratica assai diffusa durante l’epoca imperiale.

L’ISCRIZIONE FUNERARIA
La piccola lastra sepolcrale presenta un lungo e ricco testo epigrafico incorniciato, un bastone di comando (vitis) scolpito sul bordo sinistro e una corona vegetale racchiusa in una nicchia semicircolare in alto. Quest’ultimo simbolo potrebbe rappresentare una “corona civica”, cioè una decorazione al valor militare insignita al soldato per aver salvato la vita di un commilitone in battaglia. L’epitaffio è dedicato a P. (Publius?) Turranius Severus, originario di Belluno ed afferente alla tribù Papiria (suddivisione elettorale del territorio su base gentilizia), morto a 41 anni durante il servizio militare nelle lontane terre dell’attuale Cappadocia (Turchia), dopo aver prestato una lunga e brillante carriera come centurione in due legioni diverse, la XV Apollinaris e la IIII Flavia. Infatti il centurione fu promosso “hastatus prior” (“H.PR.”) nella VI coorte della Legio XV Apollinaris dopo aver prestato come “princeps posterior” (“PR.POS.”) nella V coorte della Legio IIII Flavia.

LA CARRIERA MILITARE
Il trasferimento da una legione all’altra ha significato per Turranius una promozione di livello ottenuta per meriti sul campo, abilità personali oppure molto più semplicemente per anzianità, percependo uno stipendio annuale per un centurione di quel grado nel II secolo d.C. di 9000 denari. Il suo ruolo autoritario condusse i propri uomini di truppa non solo nelle operazioni militari della campagna in Dacia nei ranghi della Legio IIII Flavia sotto l’imperatore Traiano (101-106 d.C.), ma anche nel presidio e gestione amministrativa delle cave imperiali di granito a Mons Claudianus in Egitto. L’incarico non è menzionato direttamente nell’iscrizione funeraria, ma si può supporre dalle evidenze archeologiche che certificano la presenza di un distaccamento militare della Legio XV Apollinaris nell’area. Durante quest’ultimo compito il centurione, come altri suoi commilitoni, ebbe probabilmente l’occasione di acquistare uno schiavo personale di origine greca, un certo Epaphroditus, citato nel testo in qualità di committente del sepolcro, affrancato dopo la morte del militare.

L’ULTIMO INCARICO E
LA MORTE IN SERVIZIO
Nel 114 d.C. Traiano, muovendo guerra agli acerrimi nemici dei Parti in Oriente, inviò la XV Apollinaris assieme ad altri contingenti per occupare l’Armenia e la Mesopotamia. Dopo la campagna militare e la morte di Traiano, sotto la nuova riorganizzazione delle frontiere orientale intrapresa dall’imperatore Adriano, la legione venne insediata nel forte legionario di Satala dal 120 d.C. fino al V secolo d.C. Stabilitosi definitivamente nel forte, il centurione avrebbe perso la vita sul campo probabilmente nel corso delle rivolte in Armenia dopo la morte di Traiano nel 117 d.C. oppure negli scontri per difendere la Cappadocia dalle invasioni degli Alani nel 135 d.C.

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