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Progetto Città Educative

nidi e scuole dell'infanzia bellunesi in rete

Progetto Città Educative

nidi e scuole dell'infanzia bellunesi in rete

Le analisi socio-antropologiche recenti evidenziano come la provincia di Belluno sia caratterizzata da una condizione di marginalità economica e demografica, i cui tratti predominanti sono l’abbandono del territorio e il progressivo invecchiamento della popolazione.

L’Amministrazione comunale di Belluno ha sentito l’esigenza, alla luce di dati di analisi e osservazioni sugli sviluppi sociali in corso, di realizzare una progettualità capace di rispondere al progressivo depauperamento sociale attraverso iniziative formative e culturali realizzate in rete con risorse locali, nazionali e internazionali, entrando così nella Rete internazionale delle città educative (R.I.C.E.). Nasce in risposta a tali bisogni il progetto Ceb (Città dell’educazione Belluno), che si pone in rete con altre Città dell’educazione (nazionali ed internazionali), come occasione di dialogo e di scambio internazionale, pensato per attività finalizzate a promuovere una cittadinanza attiva, inclusiva e solidale.

Tale prospettiva prevede una peculiare cura educativa rivolta all’infanzia e alle famiglie, in linea con i principi della co-educazione, che pone peculiare attenzione all’infanzia attraverso un’alleanza (scuola-famiglie-territorio) atta a migliorare le prospettive future, creando i presupposti per contrastare la condizione di “marginalità”.

La rete
Responsabile del coordinamento e dell’implementazione delle diverse azioni educative è l’Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve). Assieme al Comune di Belluno, si è costituita nell’autunno del 2019 la rete dei partner di riferimento e del territorio: il Centro di ricerca Asbl Umons “Education et Famille” di Mons (Belgio), l’Ufficio scolastico territoriale di Belluno, la Direzione servizi socio sanitari dell’Aulss 1, gli Istituti comprensivi 1, 2 e 3 di Belluno, l’Associazione Cittadini per il recupero della Gabelli, la Federazione italiana scuole materne (Fism) di Belluno, l’Istituto Caburlotto Venezia – Sede di Lentiai, il Comune di Borgo Valbelluna, il Comune di Feltre, l’Università statale di Bologna – dipartimento di Scienze dell’educazione, l’Associazione Caffè pedagogico di Belluno e l’Associazione Amici delle scuole in rete.
La rete ha in progetto convegni e corsi di formazione orientati a formare insegnanti, genitori e professionisti, oltre a dirigenti ed operatori degli enti, delle istituzioni e delle associazioni coinvolti, con la finalità di coinvolgere la cittadinanza e in particolare le famiglie, nelle buone pratiche di co-educazione ed inclusione per lo sviluppo ottimale dei bambini e delle bambine.

La sperimentazione didattica di Lentiai
Nel territorio di Borgo Valbelluna la sperimentazione didattica del progetto è partita con la Scuola dell’infanzia “Nazaret” di Lentiai, nell’anno scolastico 2018/19, dopo due anni di formazione delle insegnanti a Treviso, prima città dell’educazione in Italia. La realizzazione delle attività didattiche del progetto ha come strumento di collegamento e protagonista del dialogo tra scuola e famiglie un semplice coniglietto, Polo.

Grazie alla forte motivazione intrinseca alla sua presenza, Polo stimola a parlare, a condividere le esperienze a scuola e in famiglia, con i compagni e con gli adulti, aiuta a superare le difficoltà e le resistenze di chi fa più fatica ad esprimersi e rafforzare il linguaggio e le abilità cognitive. In questo lavoro di co-educazione è fondamentale il coinvolgimento delle famiglie, che nella scuola dell’infanzia “Nazaret” hanno contribuito con entusiasmo alla riuscita del progetto.
Dallo scorso anno scolastico il progetto ha coinvolto anche la Scuola dell’infanzia di Carve, con incontri formativi rivolti a tutte le componenti: dirigenza, docenti, genitori, collaboratori scolastici.

Il progetto richiede un costante monitoraggio e rimodulazione, imposta dalle restrizioni attuali, ma il lavoro di rete tra scuole, nidi e famiglie del territorio è un’opportunità di conoscenza, di crescita e di sviluppo nel territorio nell’area educativa della prima infanzia, così preziosa per la costruzione di un futuro inclusivo fondato sulla collaborazione e il rispetto delle personalità e delle diversità.

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