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Preservare il nostro ambiente

L’esempio della Tam del Cai di Feltre a Lipoi

Preservare il nostro ambiente

L’esempio della Tam del Cai di Feltre a Lipoi

Noi tutti cerchiamo di preservare e tutelare ciò che amiamo e sappiamo che il primo passo è la conoscenza: ciò vale anche per il nostro territorio, il nostro ambiente, che frequentiamo, osserviamo e talora studiamo. Ma con la crisi climatica si è posta l’esigenza di fare qualcosa, di intervenire attivamente. In tal senso si muovono varie associazioni come Vivere l’Ambiente, gli Amici Val Canzoi a livello locale e, pionieristicamente, la Tam del Cai di Feltre, presieduta da Marisa Dalla Corte, che già dal 2012 opera, a titolo di volontariato, per la rigenerazione e valorizzazione della Torbiera di Lipoi: un’area umida di circa 60 ettari a nord-est di Feltre, fra Vellai e Pont, di proprietà privata, da cui origina il rio Uniera.

Questo biotopo si è sviluppato in un’area acquitrinosa poco ossigenata in cui si sono depositati residui vegetali e animali che, col tempo, formarono la torba, dando luogo ad un ambiente unico nella nostra provincia. È stato oggetto di ricerche dagli anni 70 anche da parte di studiosi locali fra cui Bepi Dalla Corte, S. Ricci e C. Lasen, che hanno reperito varie specie, sia animali che vegetali, rare e minacciate. Nel passato i proprietari utilizzavano il canneto come lettiera per le stalle e come paglia per le sedie; lo sfalcio avveniva da Natale a febbraio quando la torbiera era gelata, facilitandone l’accesso.

Nel 1972 la Torbiera di Lipoi è stata dichiarata Zona Umida vincolata; nel 2003 Sito di Interesse Comunitario (Sic); nel 2004 Zona Speciale di Conservazione (Zsc). Prima era tutelata dal Piano Regolatore di Feltre che, nel 2020, la ha dichiarata Parco Urbano ricevendo un contributo di circa 160 euro per attuare un segmento della ciclovia Feltre-Belluno, un sentiero con passerella e un intervento di ripristino della torbiera che da più di 30 anni è abbandonata: si sono sviluppati arbusti e alberi e sarebbe in uno stato di degrado avanzato, se non fosse per la Tam, trascinata da Renzo De Carli, che ogni inverno provvede allo sfalcio ed alla bonifica della vegetazione arborea con bioaccumulo all’esterno. Grazie a questo impegno, interverranno anche l’Università di Bologna e l’istituto Agrario per studio, ricerca e didattica.

«Fra poco, sarete disoccupati eh, Renzo?», gli chiediamo. «Magari! – replica sorridendo – la Tam ha già avviato nuove iniziative come l’estirpazione di infestanti dei narcisi sul Campòn e Pian di Coltura!». È proprio vero che il Volontariato non si ferma mai!

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