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Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

È “Piccolo viaggio nelle Latterie di Limana” il titolo del bel libro di Gino Triches, una testimonianza preziosa che racconta una parabola della vita di tanti uomini del nostro recente passato. Maestro assaggiatore Onaf di Limana, Gino è stato per decenni titolare con la moglie Franziska Muckle del negozio di alimentari e varie “Da Fumera“, fondato nel 1883 e diventato storico nel 2023.

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Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

Nel capitolo iniziale del tuo libro lasci spazio ai tuoi ricordi di infanzia. Gli aneddoti legati alla memoria emotiva raccontano una vita di paese che è molto cambiata.
Sì, certo. Molte cose sono cambiate in modo radicale, quasi incredibile. Ho voluto descrivere Limana quando era ancora denominata Dussoi, i suoi abitanti e le attività che vi si svolgevano. Ci sono anche ricordi che fanno sorridere: mio nonno ha acquistato la sua prima automobile a Belluno ed ha impiegato più di un’ora a tornare a casa. Ha affidato l’auto a suo figlio e non ci è più salito per quanto l’esperienza l’aveva scosso! Mi è rimasta impressa una predica del parroco del tempo, preoccupato che il benessere, dato dall’arrivo dell’acqua e dalla luce in casa, portasse a un abbandono della frequentazione della chiesa. Altri tempi davvero!

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Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

Gino, nel tuo libro, hai fatto una ricerca attenta e documentata delle latterie del Comune; in quale contesto sono nate e che cosa è cambiato nel tempo?
Il latte e il formaggio sono da sempre presenti nell’alimentazione umana e le latterie sono state lo specchio della realtà contadina della nostra provincia per molto tempo. L’economia di molte famiglie si reggeva proprio sulla produzione di prodotti caseari: in ogni stalla vi erano pochi capi e in ogni paese era presente una latteria turnaria. Dagli anni Settanta abbiamo assistito a cambiamenti importanti come l’industrializzazione e il cambiamento della tipologia del nostro territorio. Molte latterie sociali sono state chiuse poiché non sono state in grado di essere competitive con il mercato, per mancanza di conferitori e di capitali che consentissero di ammodernare le attrezzature.
Attualmente nel nostro comune è attiva una sola latteria, quella di Valmorel, che si basa ancora sulla caseificazione collettiva: le famiglie conferitrici portano il latte che poi viene lavorato, ogni socio mantiene la proprietà del prodotto finito e lo commercializza in proprio. Si è creato un’interessante collaborazione con la malga Van: il latte delle vacche della malga viene conferito e lavorato alla latteria, creando così un legame con il paese.

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Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

Hai dedicato un capitolo alle malghe, un patrimonio di grande valore, che racchiude la cultura e le tradizioni del nostro territorio.
Infatti, a Limana c’è una ripresa della malgazione e del turismo caseario. Sono state riaperte due malghe: malga Montegal, gestita da due giovani appassionati, che, oltre a lavorare il latte, nel piccolo caseificio fanno anche ristorazione, e malga Van, condotta dalla “Società Cooperativa Agricola Pascolando”, composta da un gruppo di giovani del luogo.

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Piccolo Viaggio nelle Latterie di Limana

Nel tuo testo descrivi le caratteristiche del latte e dei suoi derivati. Qual è la differenza sostanziale tra formaggi industriali e formaggi artigianali?
Per formaggi industriali identifico tutti quei formaggi prodotti su larga scala, standardizzati, sempre uguali nel gusto. Il fine ultimo del formaggio artigianale, invece, è la qualità che cresce nei sapori, nei sentori, cambia in base al periodo dell’anno, all’erba di cui si alimentano gli animali. La latteria di Valmorel lavora il latte crudo, non sottoposto, cioè, ad alcun trattamento termico e caratterizzato dal mantenimento della flora microbica nativa. Presenta intatte tutte le sue caratteristiche, deve essere controllato e proveniente da animali sani. Il piccolo viaggio che Gino ci ha regalato non vuole essere un’operazione- nostalgia, ma la riaffermazione e la valorizzazione della nostra storia e della nostra cultura. Come un albero non potrà mai fare fiori e frutti senza avere radici robuste, così noi non potremo mai realizzarci pienamente senza sapere da dove arriviamo e cosa ci portiamo dentro dal passato.

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