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Piccolo Poeta

Le liriche di Primo Zannol

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Le liriche di Primo Zannol

Primo Zannol vive e lavora a Feltre; così è scritto nella prefazione delle sue opere di poesia.Pensionato, non lavoratore, e qui, immediatamente, cadi in fallo e ricevi prontamente la sua replica: «Ma che ditu!?! Varda qua… ele che ste qua?…». Risentito, ma sorridente, indica le 6/7 cataste di legna che metodicamente prepara, ogni anno, perfettamente ordinate e suddivise secondo l’uso: una per la stufa, la seconda per la stube, la terza per la vicina, la quarta per le grigliate, ecc., fino alla fine. Ma non basta, il suo passato di infermiere lo porta ad assistere parenti, amici e conoscenti in difficoltà.

Il suo nome è per tutti una certezza: Primo arriva, aiuta, soccorre, guida.Non si può non parlare del suo ruolo principale: Il capo famiglia. Non è sposato, ma ha una grande “tribù” di fratelli, sorelle, nipoti, che aiuta, sorveglia, incoraggia, sprona; loro chiamano e lui prontamente risponde, impegnandosi a risolvere qualsiasi situazione o necessità. Chi non vorrebbe un parente così? È immancabile la riunione settimanale, dove tutta la famiglia si siede a tavola per il pranzo.Primo non è solo questo, è anche un artista, un poeta.

Discorre parlando della sua arte: «Basta poco perché i ricordi escano dal loro nascondiglio, e ritornino a me, riportandomi col cuore ed il pensiero al passato che rivivo nelle mie poesie, riscoprendone il fascino incancellabile. Le mie mini liriche sono semplici, lente, tranquille, ma coinvolgenti, spesso velate da struggenti malinconie».

Non dovete pensare che Primo sia un uomo triste, anzi, tutt’altro, è un grande chiacchierone, che ha trovato nella famiglia, nei ruoli sociali, nella poesia la sua ragion d’essere. A questo punto non si può che chiedergli, cosa gli ha regalato questa particolare attività: «Tant, proprio tant. – risponde – Ho conosciuto altre persone, anche importanti, altri ambienti, altri orizzonti. Ho partecipato a concorsi europei e spesso mi sono piazzato bene. Ho pubblicato libretti, ma non è la notorietà che mi coinvolge, ma poter scrivere, vedere, condividere la mia passione».

Una delle sue poesie recita: “Un mondo senza poesia / È un mondo arido / Senza amore”. «La mia poesia si sviluppa tutta in uno straordinario scambio tra passato, presente e futuro, all’interno del mio animo e nell’intimità della mia casa. Vivo un presente consapevole, mai rassegnato e cerco anche con i miei pensieri poetici di essere utile agli altri, di regalare attimi di serena riflessione e condivisione».

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