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Piccoli Contadini Crescono

A Sospirolo esposti a scuola i “frutti” del lavoro

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A Sospirolo esposti a scuola i “frutti” del lavoro

Non pare sia del tutto sbagliato credere che l’idea dell’orto a scuola sia nata un po’ per caso e che abbia avuto, fin dall’inizio, il sapore dell’azzardo: i risultati di questa nuova avventura non erano affatto garantiti. Ma i buoni propositi non mancavano e la voglia di mettersi in gioco e di far vivere ai bambini della scuola primaria di Sospirolo un’esperienza “didatticamente” alternativa ha avuto la meglio sulle iniziali perplessità.

Inoltre, da parte di grandi e piccoli, c’era la voglia di evadere dai confini angusti di un’aula per respirare l’aria aperta e riscoprire il contatto primitivo con la natura e con la terra in particolare. Il progetto si riferisce allo scorso anno scolastico ma i bambini di quest’anno, in primavera, ricominceranno l’esperienza.

Facendo un doveroso atto d’umiltà, le insegnanti hanno chiesto la collaborazione dei nonni che, carichi di attrezzi e di esperienza, hanno accolto volentieri l’invito.

Così, a pochi metri dalla scuola primaria, in un punto ben esposto al sole, si è riscoperta l’area da coltivare. L’orto, infatti, reduce da anni di abbandono, reclamava il suo aspetto originario e così, anche con l’intervento di moderni mezzi meccanici, è stato dapprima ripulito dalle fastidiose erbe infestanti e poi debitamente concimato.

Trascorso il lungo riposo invernale, l’attività è ripresa in primavera con rinnovato vigore: dopo confronti, suggerimenti e proficue discussioni, è finalmente iniziata la semina e la messa a dimora delle piantine. Come un puzzle che, poco per volta, si va completando, così anche l’orto si è arricchito di alcune varietà di verdure e del profumo delle piante aromatiche. Ciò che facevano, con relativa disinvoltura, le mani esperte dei nonni veniva imitato, a volte in modo maldestro, da quelle incerte dei bambini.
Qualcuno guardava incuriosito, qualcuno faticava a nascondere il suo stupore, qualcuno, superata l’iniziale riluttanza, tentava di fare del proprio meglio.

Proprio come un neonato, l’orto, fin da subito, ha preteso di essere accudito richiedendo cure costanti: doveva essere innaffiato, ripulito dall’erba e da eventuali animali poco graditi.

Con crescente impazienza si è atteso che comparissero i primi frutti che hanno fatto bella mostra di sé sui tavoli del mercatino allestito proprio nei locali della scuola negli ultimi giorni di questo settembre appena passato.

Ci piace credere che, al di là dei prodotti concreti che si sono ricavati da questa esperienza, tutti abbiano capito che ogni attività eseguita con serietà ed impegno porta inevitabilmente con sé i suoi frutti… pardon, i suoi ortaggi!

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