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Piccole botteghe, grandi comunità

da Zottier a tutta Italia, una perdita importante

Piccole botteghe, grandi comunità

da Zottier a tutta Italia, una perdita importante

Quanto era bello da bambini fare due passi e, nella sicurezza delle vie conosciute del paese, raggiungere l’osteria per prendere il gelato. O esser mandati dalla nonna “su in bottega da Afro” per un po’ di prosciutto, perché, sorpreso dal nostro arrivo, voleva comunque offrirci qualcosa di buono. Quei generi alimentari ai più piccini gustavano il doppio, anzi il triplo: assieme al piacere gustativo c’erano il senso di indipendenza per averli acquistati da soli e di intraprendenza economica perché, si sa, la nonna premiava sempre con una mancia il cammino verso il nostro divenire adulti.

Afro e il figlio Claudio, e le loro famiglie, hanno gestito per generazioni un’osteria con annessa bottega di una frazione di paese dove anch’io ho avuto il piacere di esercitare l’antropopoiesi, i processi dell’autocostruzione dell’individuo sociale: anch’io ho acquistato da loro vari prodotti, dal Cucciolone alle Camel.

L’esercizio commerciale di Zottier, chiuso oramai dal 2015, ha fatto sentire profondamente la sua mancanza, e non credo solo a me. In questi ultimi venti anni hanno chiuso la maggior parte dei “negozi di prossimità”, merce sempre più rara, ancor di più nei paesi. Supermercati e centri commerciali sorgono lungo le strade provinciali o le tangenziali: come cattedrali nel deserto, attirano i pellegrini dello shopping settimanale, rigorosamente a bordo di auto sempre più capienti, mentre piccoli “borghi”, alla pari dei quartieri, assistono al progressivo calare delle saracinesche, alla messa in vendita delle abitazioni o, in generale, allo spopolamento. Soprattutto la montagna ne risente perché perde i suoi servizi essenziali e ancor peggio perde le sue relazioni.

Il contesto locale e nazionale
Ben consapevole di questo ne è Paolo Doglioni, presidente di Confcommercio di Belluno, che, assieme alla Camera di Commercio e alla Provincia di Belluno, ha fortemente caldeggiato negli ultimi anni l’implementazione del bando del Fondo Comuni Confinanti, destinato alle attività di prossimità, con ulteriori risorse ed estendendo a tutto il territorio bellunese la possibilità di accedere a tali fondi. Inoltre, proprio in questi giorni, sempre Doglioni si è seduto ad un tavolo nazionale, presieduto dalla ministra Maria Stella Gelmini, per discutere su una legge quadro sulla montagna. La legge quadro è collegata alla prossima “Finanziaria” e, seppur il testo non è ancora completo, secondo il parere del presidente, bisogna trovare le soluzioni possibili, a livello economico, fiscale e normativo per non desertificare il nostro territorio. Doglioni sostiene che “lo si può fare, se lo si vuole”. Anche la ministra Gelmini sembra intenzionata a voler sfruttare la congiuntura positiva: l’Expo di Dubai avrà tra i temi principali la montagna e le risorse europee PNRR dovranno essere impiegate per progetti che abbiano come obbiettivi principali quelli di bloccare il fenomeno dello spopolamento dei comuni montani.

Premesse che fanno ben sperare
Le premesse e la volontà – sia a livello nazionale, sia provinciale- sembrano dunque proiettate verso il rendere fattibile vivere, rimanere, addirittura attrarre, le persone verso i piccoli borghi lontani dalla pianura. Garantire i servizi essenziali, attraverso il sostegno di negozi polifunzionali, come sottolinea Doglioni – un po’ come succede nelle aree rurali degli Stati Uniti dove acquisti generi alimentari ma riesci anche a pagare il bollo o le bollette e altro – è una questione che prima di tutto premia la ricostruzione di comunità.

Lo hanno capito anche i supermercati olandesi che dal 2022 metteranno in atto un progetto più che lodevole: l’“One against Loneliness” , ovvero delle casse specifiche al supermercato per tutti quelli che, oltre a fare la spesa, vorranno scambiare anche due chiacchiere. Pensate specificamente per gli over-75, senza dubbio avranno successo anche per tanti altri.

È l’idea che ci siamo fatti un po’ tutti durante il lockdown: andare a fare la spesa comunque rappresenta un momento di socialità, di conoscenza tra le parti. La sfida del rianimare lo spirito comunitario nell’acquisto non può essere solo responsabilità delle istituzioni. Scelte quotidiane, di ogni singolo consumatore, entrano in reale sinergia in economie ben più grandi: anche un semplice gesto come andare a piedi alla bottega sotto casa assume un valore culturale, sociale e educativo perché si inseriscono con piena dignità all’interno di economie globali.

E quanta bellezza, anche solo l’anno scorso, quando con l’auto bloccata da centimetri di neve, ho camminato fino alla bottega di Adriano nella frazione adiacente! Spesa, sorriso e sussistenza insieme alla sensazione di “avventura”.

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Aut. del Trib. di Belluno n. 17 del 24.11.2000. Direttore Responsabile: Federico Brancaleone. Sede Legale: via Pulliere 19 Santa Giustina – Redazione: via Gron, 43 – 32037 Sospirolo (BL) – ITALY. 

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