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Peron e la sua storia antica

il toponimo e la montagna

Peron e la sua storia antica

il toponimo e la montagna
Primi decenni del Novecento. La passerella sul Cordevole a Peron. Sullo sfondo la Certosa (archivio Gianni Da Rold)

Il nome Peron deriva da pietrone, probabilmente uno dei tanti massi ciclopici crollati dall’incombente montagna. Un tempo la zona faceva parte della Sindacaria del Pedemonte, che comprendeva un territorio suddiviso in Regole (come ancor oggi in Comelico e Cadore). La montagna del Peron anticamente apparteneva a un certo Pellegrino. Nel 1580 in un documento si trova scritto che il monte de Peregrin si trovava nella Regola de Libàn ed era stato diviso in 36 sorti (si tratta della zona sopra Bolago, Libano e Barp). Sono le sort (ancora nel ricordo delle persone anziane) derivanti il loro nome dall’assegnazione per sorteggio di parti del territorio a chi ne faceva richiesta. Ad ognuno toccava una striscia che dalla cima arrivava fino al fondovalle, comprendente terreno coltivabile, prato, pascolo e bosco.

Frana del monte Peron
L’ultima avvenne circa 10.000 anni fa quando cominciò la scomparsa dei ghiacciai. Forse in età preistorica avvenne anche un terremoto. Tutto questo generò la Leggenda della città di Cornia.

L’ospizio di Peron
Venne fatto costruire dalla Certosa di Vedana, nei pressi della passerella sul Cordevole, per accogliere e ospitare pellegrini e viandanti. Mentre sull’ex ospizio (oggi casa privata), oltre al monogramma della Certosa, c’è la data 1730, invece sul basso fabbricato (più vicino alla strada Regionale) la data è 1605. La chiesetta, dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, che esisteva già nel 1414, fu ricostruita dai Certosini verso il 1665.

Le seghe del Peron
Stando al Catasto austro-italiano, a Peron c’erano 6 seghe veneziane (funzionanti con la forza idraulica), di cui erano proprietari i Probati di Agordo, le quali funzionarono sicuramente dal 1868 al 1889 e poi, anni dopo, furono distrutte da un incendio.
Un po’ a valle dell’attuale ponte delle corde era stato fatto uno sbarramento trasversale al Cordevole (del quale restano alcuni pali e fori scalpellati sui massi) per obbligare una certa quantità di acqua a entrare in un canale artificiale. Nel 1880 i Probati volevano realizzare un ponte, ricevendone un diniego dal comune di Sedico.

La passerella (pont de le corde)
Probabilmente furono i Certosini a sistemare una qualche precaria passerella sul Cordevole per collegare Vedana con l’ospizio di Peron. Forse il ponte delle corde fu realizzato dopo la Grande Guerra. L’attuale è stato rifatto nel 2021 dopo che la tempesta Vaia nel 2018 aveva irrimediabilmente danneggiato il precedente.

Il mulino dei Frati
Usciti da Peron, andando verso l’Agordino, lungo la strada Regionale, sulla destra prima delle Scalette (antica mulattiera), si vede un fabbricato in rovina: era un mulino della Certosa di Vedana che nel 1915 non funzionava più. L’acqua, per far girare le ruote, arrivava mediante un canale artificiale dal vicino Cordevole.

Il capitello della
Madonna del Sonno
Si racconta che il conte Andrea Doglioni Dal Mas, dopo il suo ritorno a casa, non riuscisse a dormire e avesse fatto costruire appositamente quel capitello. Aveva partecipato nel 1812 alla Campagna di Russia con Napoleone ed era stato segnato dagli orrori della ritirata così profondamente da rivolgersi alla Madonna per avere un po’ di quiete.

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