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Perché ho questo cognome

Buzzatti, Da Rold, De Cian, D'Incà, Lovat, Massenz e Tegner

Perché ho questo cognome

Buzzatti, Da Rold, De Cian, D'Incà, Lovat, Massenz e Tegner

Buzzatti
La tradizione, riportata anche da Giulio Cesare Buzzati padre dello scrittore Dino, dice che furono chiamati così perché erano arrivati da Buda, esteso quartiere che assieme a Pest forma l’attuale capitale dell’Ungheria. Sempre secondo la tradizione, erano degli esperti battiferro e anche a Bribanét nella loro fucina fabbricavano mèle (lamelle, ossia lame) per spade e per seghe. Però, di essi, a Bribano c’era anche chi nel 1435 veniva soprannominato semplicemente segàt, senza cognome: Vittore e, prima ancora, suo padre Bartolomeo per il mestiere esercitato in una segheria, probabilmente di loro proprietà. Soltanto nel 1479 abbiamo un atto notarile in cui il figlio di Vittore, pure di nome Bartolomeo come il nonno, viene detto per la prima volta Buzato. Poiché sostenevano di essere arrivati da Buda (non sappiamo se sia vero), vennero chiamati Budati (poi italianizzato in Buzzatti) a partire dagli ultimi decenni del 1400. Forse, per acquisire maggior prestigio, si sono inventati quella provenienza, alquanto misteriosa, avendo progredito nella scala sociale tanto da essere divenuti proprietari non solo della fucina e di segherie, ma pure di terreni e mulini anche fuori del territorio di Sedico?

Da Rold
È molto diffuso nella Parte Alta di Sedico e ancor di più a Tisoi, frazione di Belluno, dove ebbe origine. Questo cognome deriva dal nome personale (di origine germanica) del capostipite Aroldo. Nel 1466 il notaio Dioneo Tison, nell’indicare i confini di un appezzamento di terreno, nominava tra i proprietari un Aroldus de Tisoio (Aroldo da Tisoi). In documenti successivi nominava pure suo figlio chiamandolo (in latino) Iacobus Aroldi (Giacomo figlio di Aroldo), che in dialetto veniva detto Iacom de Rold. Diventerà poi il cognome Da Rold. La presenza di tale cognome e la dedicazione (unica in tutta la nostra provincia) della chiesa di Libàno ai santi Faustino e Giovita patroni di Brescia, importante città al tempo dei Longobardi, fa proprio pensare a un qualche nucleo militare di questa popolazione di stirpe germanica da lì proveniente.

De Cian
Questo invece è stato importato qui da Salce. Il capostipite si chiamava Ticianus de Salcis (Tiziano da Salce). Nel 1482 è registrato con questo nome in un atto notarile per l’acquisto di un terreno. I suoi discendenti sono registrati come i figli di Ciano (nome abbreviato di Ticianus) che in dialetto diventa de Cian; ad esempio Franciscus de Ticiani (Francesco figlio di Tiziano) diventa Francesco de Cian.

D’Incà
In atti notarli del ‘400 e del ‘500 alcuni abitanti di Faverga (Castion) e nel ‘500 a Cesa di Limana sono identificati con il cognome de in ca. Ad esempio il 2 dicembre 1466 il notaio Dioneo Tison inizia un atto scrivendo che Dominicus quondam Christofori de in ca de Fabrica … (Domenico del fu Cristoforo de in ca de Faverga …), dove ca non è inteso come abbreviazione di casa, ma di capo: in dialetto cao, cavo, cioè situato all’estremità di Faverga. La località venne successivamente usata per ricavare il cognome de Incà, poi trasformato in d’Incà. Si trattava probabilmente di famiglie di contadini coloni mezzadri, soggetti a spostarsi spesso da un loch all’altro, finita l’annata agricola (a San Martino – 11 novembre) e fatti i conti col padrone. Nella parrocchia di Sedico il primo lo troviamo a Cugnach nel 1735; è Gio. Maria D’Incà figlio di Zuanne e di Giacoma, battezzato il 9 settembre: forse i suoi erano coloni dei Miari. Non si sa esattamente il perché, anche se si può intuire, alcuni D’Incà vennero soprannominati i Busa e altri i Gobi. Da noi sono soprannominati Busa i D’Incà di Villa.

Lovàt
Lupacchiotto, ci ricorda la presenza un tempo nel nostro territorio del lovo, come era chiamato in passato il lupo nell’antico dialetto veneto. Così pure Lovatèl (lupetto). Il cognome Mazzalovo non ha bisogno di spiegazioni. Sappiamo che un tempo, per la cattura di questi animali, c’erano le lovère.

Massenz
Come cognome di famiglia compare inizialmente a Vezzano, periferia di Belluno. In latino è Massencius, che in dialetto diventa Massenz. Il nome ci ricorda un personaggio storico dell’antica Roma e precisamente quel Massenzio che aspirava a diventare imperatore ma fu sconfitto dal suo rivale Costantino.

Tegner
Nel 1477 viene nominato in un atto notarile Victor Altenerii de Sedico (Vittore figlio di Altenerio da Sedico). In breve tempo il nome latino Altenerius si trasformerà in Altenier, Tenier e Tegner. Già un atto notarile del 1493 nomina un Joanne del Tenier de Landrixo ossia Giovanni figlio di Altenerio da Landris. In epoche successive diventerà un cognome.

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