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Passeggiata a Giaon di Limana tra storia e arte

A Giaon di Limana, tra storia e arte, una passeggiata tra palazzi e antichi affreschi

Passeggiata a Giaon di Limana tra storia e arte

A Giaon di Limana, tra storia e arte, una passeggiata tra palazzi e antichi affreschi

Soffia, freddo e leggero, il vento d’inverno, ma un sole allegro invoglia a passeggiare e insieme a Orazio De Toffol, appassionato della storia del proprio paese, mi incammino per le vie di Giaon, anticamente Glavone, come riportato nei documenti storici già nel 1075. Sostiamo davanti alla palazzina disegnata da Osvaldo Monti nel 1878: rappresenta una dimora appartenuta alla sua famiglia. Il padre Galeazzo, amministratore del Monte di Pietà di Belluno e bravo ritrattista, aveva realizzato e donato alla comunità i quattordici dipinti ad olio su tela della Via Crucis di Madonna Parè, sostituiti per vetustà. Degno di nota è anche il Palaz, la costruzione signorile più prestigiosa di Giaon presumibilmente del Cinquecento, usata nei secoli come residenza di villeggiatura o casa di propria abitazione. Nel 1651 l’allora proprietario dott. A. Canziani ha fatto edificare un piccolo oratorio, poi demolito.

In una bella posizione soleggiata sorge la palazzina Cavessago, ora Rossa, dei primi del Novecento. Federigo Cavessago, tipografo, garibaldino e Cavaliere del lavoro, è stato sindaco del Comune di Limana. Egli rappresentò il Comune nel 1903 al ricevimento organizzato per l’arrivo a Belluno del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena, saliti per assistere alle grandi manovre militari che si svolsero nella piana di Safforze.

Ci apprestiamo a percorrere il sentiero in salita che ci porta alla piccola e preziosa chiesetta di Madonna Parè dalla quale si domina la Valbelluna. L’ultimo impegnativo e accurato restauro del 2003 ha portato alla luce i dipinti parietali dell’aula che vanno dagli inizi del 1400, agli affreschi del Cinquecento, alle pitture dell’Ottocento e del Novecento.

Nei tempi passati il santuario era meta di pellegrini che provenivano da tutto il territorio bellunese e chissà quante volte lo scrittore Dino Buzzati si è fermato per una sosta prima di proseguire per il suo amato Valmorel. Passa di qui, infatti, il sentiero buzzatiano, un itinerario che attraversa i luoghi che ispirarono lo scrittore nell’ideazione dell’opera I miracoli di Val Morel. Il sentiero unisce aspetti legati alla cultura, alla storia, all’arte e offre meravigliosi scorci panoramici e un ambito paesaggistico pregevole.

I miracoli sui muri di Giaon

L’opera di Buzzati è stata di ispirazione agli artisti che hanno arricchito la frazione di sette affreschi di pregio realizzati dal 2006 e voluti dall’assessore alla cultura dell’epoca, Roberto Bristot. I miracoli sui muri sono stati promossi per il centenario della nascita di Buzzati e hanno impegnato, negli anni, importanti artisti nella tecnica dell’affresco. A questi si aggiunge l’opera del 2024 Le foglie dei soranomi di Manuela Prestileo che fa riferimento ad una ricerca di Orazio sui soprannomi delle famiglie della frazione.

Ci fermiamo da Elda, storica capofrazione, ora sostituita dal giovane Andrea, e le chiedo di raccontarmi della mostra (21 febbraio-22 marzo) alla sala mostre del Municipio di Limana: Ho avuto modo di riguardare molte foto di Toieto, appassionato fotografo di Giaon, e fra queste ne ho trovate alcune relative alle attività sportive sulla neve, a Valmorel. Nei primi anni 80 a Montegal era stata realizzata una bella pista da fondo e, su un ripido colle vicino alla malga, lo Sci Club aveva installato uno skilift rudimentale, ma molto apprezzato dai limanesi e non solo.

Nel 1987 è stata realizzata una pista da bob su strada a Valmorel e si è svolta una gara per i campionati italiani assoluti. Mi è venuta l’idea, quindi, di organizzare una mostra in concomitanza con le Olimpiadi invernali. Con l’aiuto di molte persone volonterose, questa iniziativa si sta concretizzando e man mano si sta arricchendo di nuove idee. All’inaugurazione sarà presente uno dei vincitori della gara di bob di allora, Franco Da Rin, campione europeo del 1942 di Vigo di Cadore.

Sarà un’occasione per visitare la mostra e per fare una passeggiata immersi nell’arte e nella bellezza della piccola frazione di Giaon.

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