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Partigiani e patrioti bellunesi

si presenta a Sospirolo il libro delll’ISBREC

Partigiani e patrioti bellunesi

si presenta a Sospirolo il libro delll’ISBREC

Un incontro culturale, aperto a tutti, per celebrare la festa della Liberazione, quello proposto dalla Biblioteca civica di Sospirolo in collaborazione con l’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’Età contemporanea e l’Anpi Brigata Pisacane di Sospirolo. Venerdì 26 aprile, al Centro civico alle 20.30, si terrà la presentazione del volume “Il coraggio e la passione. Partigiani e patrioti riconosciuti nel Bellunese e militari bellunesi riconosciuti partigiani all’estero” a cura di Franco e Silvia Comin sotto la direzione scientifica di Enrico Bacchetti, Diego Cason e Adriana Lotto, edito da poco a cura dell’Isbrec.

Frutto di cinque anni di ricerca, il libro (676 pagine) raccoglie 5063 schede che illustrano l’attività di partigiani e patrioti che operarono in provincia di Belluno e di bellunesi che presero parte alla lotta al nazi-fascismo all’estero. Al termine del secondo conflitto mondiale, quanti si impegnarono nella lotta di liberazione poterono fare richiesta di riconoscimento allo Stato italiano; ciò avrebbe dovuto consentire loro di ricevere, oltre al certificato, anche un riconoscimento economico e un aiuto nella difficile ricerca di una nuova occupazione nell’Italia libera.
I richiedenti dovettero presentare una domanda che venne vagliata da tre successive commissioni incaricate di verificarne la veridicità. Tale documentazione, conservata presso l’Archivio centrale dello Stato a Roma, è alla base del lavoro, ma i ricercatori impegnati nel progetto si sono avvalsi anche dei documenti presenti presso altri luoghi di conservazione, in primis l’Archivio di Stato di Belluno e l’Isbrec. I dati raccolti sono poi stati verificati e corretti sulla scorta di quanto è stato possibile accertare presso gli uffici Anagrafe dei comuni in cui nacquero i partigiani e i patrioti riconosciuti.

Il risultato di questo paziente lavoro di ricerca è nel volume edito cui dovrà far seguito un secondo tomo che raccoglierà anche i nomi di quanti operarono prevalentemente o esclusivamente in altre regioni e province italiane. Ma già ora è possibile restituire il quadro assai composito e articolato del partigianato bellunese, da una parte chiarendo sempre meglio la portata di tale fenomeno e dall’altra restituendo visibilità e offrendo un doveroso omaggio a quanti misero a repentaglio la propria vita (talvolta sino a perderla) nella lotta ai totalitarismi e in nome della democrazia.

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