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Padre Ugolino da Belluno

Artista che unisce passato e modernità

Padre Ugolino da Belluno

Artista che unisce passato e modernità

Silvio Alessandri (1919-2002) ha voluto ricordare la sua terra di origine nel nome di Padre Ugolino da Belluno, che lo rese famoso in Italia e oltre confine. Religioso cappuccino, dopo gli studi teologici aveva frequentato l’Istituto d’arte “Beato Angelico di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Roma perfezionandosi poi in varie tecniche di pittura e di incisione alla Scuola di Arti ornamentali della capitale e in scuole d’arte in diversi Paesi, affinando la sua sensibilità artistica principalmente nell’arte sacra della quale è diventato uno dei principali protagonisti del secolo scorso.

Allievo di Gino Severini per il mosaico, frequentò lo studio di Giorgio De Chirico ricavandone uno stile originale che spazia dal mondo antico, con riferimenti alla pittura vascolare greca, memorie paleocristiane, bizantine e rinascimentali in un suggestivo dialogo con la modernità facendo tesoro delle deformazioni espressioniste, del cubismo, del futurismo, dei ricami secessionisti, alle grafie dell’arte segnica, alle strutture dei tappeti persiani e ai ritmi astratti, con slittamenti nel musicale e nella scrittura. Questa ricchezza culturale innestata anche di formazione filosofica si innesta poi nella visione cristiana e spirituale della vita e del mondo.

A livello tecnico è stato intenso sperimentatore. Dopo aver esercitato l’arte del mosaico e dell’affresco ha elaborato una particolare tecnica del graffito, poi applicato in moltissime chiese italiane ed europee. Alto e lusinghiero è stato nei suoi confronti il giudizio della critica, sia laica che ecclesiale, testimoniata anche dalle cinque tesi di laurea a lui dedicate.

OPERE NEL BELLUNESE
La Cappella degli alpini a Zelant del 1973 fu costruita in memoria dei caduti di tutte le guerre. Padre Ugolino ha offerto la sua opera dipingendo sulla parete di fondo il graffito della Madonna degli Alpini, la cui aureola fiammante, unita alla veste bianca e al manto verde, costellato di stelle alpine, forma i colori della bandiera italiana. Il suo manto è proteso, in segno di patrocinio, sugli stemmi delle cinque brigate alpine poste a baluardo delle Alpi.

Nell’abside della Cappella della Casa del clero, presso il Palazzo della Rondine di via Feltre a Belluno, nel 1974, padre Ugolino ha dipinto in graffito l’Assunta, ponendo alla base il giardino fiorito tramandato dagli apocrifi. La Vergine risalta al centro in una mandorla di cherubini che rendono più luminoso il candido sudario da cui è avvolta; il suo volto, inondato di luce e letizia, è rivolto verso l’alto, come le sue braccia, dove lo Spirito in forma di colomba le viene incontro. Le dodici stelle che decorano il tratto di cielo (che sembra curvarsi verso di lei), come lo spicchio della luna e l’aureola di sole, ricordano un brano dell’Apocalisse. Un vigoroso albero spezzato si trova a sinistra, in basso, sui cui polloni fioriti volteggiano le colombe e si posano i pavoni; esso bilancia, a livello compositivo, il sarcofago della tomba che è a destra e ricorda l’albero della scienza del paradiso terrestre fonte di morte prima e adesso, con la croce ricavato da esso, di vita e di risurrezione.

Nel 1989 padre Ugolino realizzò un grande graffito, di circa 23 mq, nella Scuola “Dante Alighieri” di Mel. Si tratta di una composizione di note musicali che sono un inno francescano alla vita, quasi un novello Cantico delle Creature con al centro un incandescente sole, per il santo di Assisi simbolo di Cristo. A livello stilistico si tratta di note musicali, sfuggite dal pentagramma e liberamente disseminate, quasi una suggestiva eco della lezione futurista, trasportata in questo caso dalle parole alle note in libertà.

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