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OVUNQUE ANDRAI SARAI PER SEMPRE MIO FIGLIO

Il nuovo romanzo del sovramontino "Tita Dal Casel"

OVUNQUE ANDRAI SARAI PER SEMPRE MIO FIGLIO

Il nuovo romanzo del sovramontino "Tita Dal Casel"

È disponibile in libreria, edito da Albatros, “Ovunque andrai sarai per sempre mio figlio” (292 pagine, €. 14,90). È il secondo romanzo che il sovramontino Diego D’Incau, alias “Tita Dal Casel” in omaggio al padre, ha dedicato al paese di Zorzoi e in particolare alla ex malga Tavernaz, un tempo di proprietà del bisnonno “Tita Comeda”, già sindaco durante la prima guerra mondiale.

Si tratta del luogo dove lo portava il padre Giovanni Battista, classe 1924, conosciuto appunto col nome di “Tita Dal Casel” e scomparso nel 2008: una vita dedicata soprattutto alla natura, prima boscaiolo e poi muratore, dopo il ritorno dall’emigrazione in Francia, Svizzera, Libia, Argentina e ancora dalla Svizzera, a causa della perdita prematura della moglie Silvia, deceduta a soli 37 anni, lasciando al mondo tre giovani figli.

Diego si era già cimentato con il romanzo mandando in stampa uno struggente racconto, tratto da una storia vera, dal titolo “Il venditore di ciclamini”, storia e vicende di un ragazzo di Sorriva che si recava a Ponte d’Oltra per vendere mazzetti di profumati ciclamini ai turisti in transito dal Primiero.

Ora, è la volta di quest’ultima fatica, durata due anni, realizzata scrivendo a penna il testo nel tempo libero e quando ispirato, senza mai dimenticare le radici paterne. Il bel romanzo, scritto con semplicità e di facile lettura, immagina che la località di Tavernaz fosse una piccola borgata dove la vita scorreva quieta e tranquilla per le famigli dei zorzani, Mick, Bettoli e Tononi, fra prati da falciare, mucche da mungere, pecore e capre, cavalli, foreste incantate. Il personaggio principale si chiama Renzo Tononi, in memoria di suo cugino ed amico, che a Tavernaz era di casa, e le località citate sono sempre riconoscibili anche se con nomi immaginari, come pure i protagonisti.

La vita di Renzo è stata movimentata anche a causa delle prepotenza, cattiveria ed accidia di un viziato signorotto della Valsugana, il nobile Trombonski Pampoletti, Conte di Castel Ivano, dal quale dovette scappare e fare dieci anni nella Legion Straniera, dalla quale ritornerà con lieto fine, perché il bene alla fine prevale sul male.

La prefazione è di Barbara Alberti mentre la postfazione di Silvio Barbero dell’Università di Pollenzo; l’opera è dedicata a Egidio Maschio che ha fondato l’omonima ditta con filiali in tutto il mondo per la produzione di macchine per un’agricoltura sostenibile. Agricoltura che da anni vede D’Incau, peraltro stimato amico di Bianca Berlinguer, Licia Colò e Carlo Petrini, impegnato nella valorizzazione di prati e pascoli mediante falciatura a mano, ottenendo del fieno biologico e profumato col quale realizzare cuscini e cibo per animali da compagnia.

L’acquisto di questo bel romanzo non dovrebbe mancare soprattutto nelle famiglie di Sovramonte e Lamon, in particolare di Zorzoi e Sorriva per le località citate; è consigliato agli over 60 ma soprattutto ai giovani per “ capire” come si viveva un tempo con quella che era un’economia circolare! È, infatti, un racconto dettagliato che illustra tempi non troppo antichi, quando le coltivazioni, una magra agricoltura e l’allevamento consentivano di sopravvivere alla carenza di cibo; anni magri insomma ove era rispettata Madre Terra, al cui rispetto tardi o tosto si dovrà tornare.

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