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Marino D’Isep pubblica la raccolta di poesie “Orme”

Nuova raccolta di poesie di Marino D'Isep: "Orme" edita da Raffaelli

Marino D’Isep pubblica la raccolta di poesie “Orme”

Nuova raccolta di poesie di Marino D'Isep: "Orme" edita da Raffaelli

È uscita Orme, la nuova raccolta di poesie dell’autore limanese Marino D’Isep, edita da Raffaelli editore e curata da Paolo Ruffilli, poeta. Come scrive Ruffilli nella prefazione, D’Isep – già autore della raccolta di racconti Ogni suo desiderio (Biblioteca dei Leoni, 2020) – cambia genere e anche nella nuova fatica di liriche «attesta lo stile di grande efficacia che aveva dimostrato nei suoi racconti, preferendo il registro ironico e muovendosi con grande originalità e immediatezza espressiva anche nei versi come era successo in prosa. Tutta la raccolta si sviluppa lungo un continuum lirico ritmico-sintattico che si caratterizza in improvvise accentuazioni di tono o in cale riflessive, ottenendo un originale andamento di flussi e riflussi valorizzato da una limpidezza lessicale che predilige la frase asciutta e non disdegna la parola forte, in una musicalità cadenzata e in una inesausta ricerca verbale assolutamente personale. Un’inventività sempre legata ai dati reali e iscritta nella loro consistenza, ma insieme attraversata da un singolare filo onirico, interviene ad animare le situazioni, facendole materializzare anche negli aloni più eterei, e caratterizzando in area di coinvolgimento le presenze di persone e di paesaggi. Nello spazio e nella prospettiva di una problematica ancora tutta esistenziale, è una poesia sospesa tra la natura, con i suoi elementi vivi, in carne e ossa, e la parola ispirata dal naturale spirito religioso che aleggia dentro il mondo e che sembra colmare il dilagante vuoto di Dio. I versi netti e rigorosi ci immettono, ogni volta di incanto, in una dimensione autoriflessiva che quasi inavvertitamente si interroga sul mistero delle cose e sul significato della vita mentre ne subisce il fascino, per la legge dell’inversamente proporzionale. Tema centrale è a ben guardare l’interrogazione del silenzio, che è poi la voce del segreto e del mistero, enigma esistenziale con il quale ci si misura in un corpo a corpo con le situazioni e le occasioni del mondo».

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