800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Officina D’Emozioni

Il Teatro San Gaetano diventa residenza teatrale

Officina D’Emozioni

Il Teatro San Gaetano diventa residenza teatrale

Da luogo in cui “consumare emozioni” ad “officina d’emozioni”. Un’evoluzione che il Teatro San Gaetano ha vissuto da lunedì 12 a domenica 18 febbraio. Diventando per la prima volta residenza teatrale, luogo generativo per far venire alla luce la nuova produzione di Auge Teatro, emergente compagnia bolognese: “Il meccanico”. Un lavoro dal titolo quanto mai esplicativo, quello che per sette giorni il regista Marco De Rossi e l’attore Alessandro Casiglia hanno potuto mettere a punto nella sala messa a disposizione dalla Pro Loco Pieve Castionese, prima di mostrarsi al pubblico nelle serate di sabato e domenica.
«Un importantissimo risultato che raggiungiamo grazie alla passione, il lavoro e la partecipazione di tante persone che la Pro Loco ha saputo coinvolgere e stimolare attraverso anche gli importanti investimenti fatti negli anni. Grazie a questa co-produzione, una giovane realtà come Auge Teatro ha trovato il luogo in cui dare forma alle proprie idee. Il modo di “costruire una barca con cui navigare nelle acque tormentate del mare teatrale italiano”». Con queste parole la realtà ospitante salutava la nuova avventura.

«Per noi questi giorni di residenza sono fondamentali. Da un giorno all’altro cambia proprio l’acqua, il colore della scena», raccontava De Rossi prima di una prova. «A Bologna lavoravo quasi tutto d’immaginazione», aggiungeva Casiglia, «ora invece sono entrato in contatto con spazi diversi e una nuova scenografia sospesa. Ci sono stati importanti sviluppi, soprattutto per le mani, iniziando a toccare oggetti scenici reali». Regista e attore erano in teatro dieci ore al giorno: una condizione ottima per dar forma alla creatività.

«Con Paolo Martinazzo si è subito instaurato un allineamento di frequenze emotive», evidenziava De Rossi. «Per una giovane compagnia come noi, trovare una realtà così accogliente e poter utilizzare una sala a tempo illimitato per una settimana è un lusso incredibile. Paolo ci ha permesso di sviluppare tutte le nostre idee di luci e allestimento, ed aiutato per certe soluzioni sceniche. Elementi che erano astratti sono diventati concreti». Insomma, davvero il Teatro San Gaetano si è fatto “officina d’emozioni”.

«Il bello del teatro è condividere il processo creativo», sottolineava De Rossi. «Quanto ti cambia dove e con chi lo fai! Essere qui, svegliarci in mezzo alle montagne, respirare un’aria diversa, permetterci di lasciar calmare le acque tra filate, prove e pensieri, ci consente veramente di modificare, smontare e rimontare i pezzi del lavoro. Un sospiro, un movimento della mano. Proprio come fossimo in un’officina, e questo spettacolo una macchina». «L’officina è il teatro stesso», rimarcava Casiglia, «e il personaggio che interpreto si costruisce il suo mondo, questo piccolo palco dove gioca un po’ clownescamente con oggetti improbabili e una macchina assurda».
Dopo sei giorni di gestazione, il decisivo momento del debutto, del primo confronto con gli spettatori. Attraverso il soliloquio del meccanico Stergo, un viaggio difficile e scomodo che restituisce l’amara verità delle anime sole. Una vita soffocata dietro il lavoro in officina: non c’è spazio per l’empatia, né il tempo per distrarsi. Bisogna sistemare i problemi degli altri, perché questi possano andare avanti. Il protagonista invece resta immobile, imprigionato dalla paura di vivere, a domandarsi chi è. Con i suoi pezzi guasti – concreti ed esistenziali – da riparare. Mentre un rumore costante e fastidioso picchia duro e ci riporta alla triste realtà della gabbia in cui come società ci siamo infilati. Temi estremamente attuali, che hanno potuto prendere concretezza scenica in sette giorni nell’“officina d’emozioni” castionese.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.