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Occhialeria bellunese

Piccole botteghe o grandi Fabbriche?

Occhialeria bellunese

Piccole botteghe o grandi Fabbriche?

La mia tesi di laurea si è concentrata sullo studio e l’analisi di una particolare forma imprenditoriale che, da oltre un secolo, dà lustro al nostro territorio, in particolare quello del Cadore, di Agordo e di Longarone: l’occhialeria.

L’origine dell’occhialeria
Forse non tutti sanno che la prima fabbrica di occhiali in Italia è stata fondata proprio a Calalzo di Cadore, nel lontano 1878. Da allora molti altri stabilimenti simili hanno aperto nel territorio cadorino, dando vita a una lunga tradizione che ha portato il distretto dell’occhiale del Cadore ad essere il polo di produzione principale per eccellenza dell’occhiale made in Italy, riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Qui sono sempre esistite tantissime piccole fabbriche di occhiali, anzi, sarebbe più appropriato parlare di piccole botteghe, dato che spesso a lavorarci era solo l’artigiano, proprietario dell’attività. Ciascuna di queste piccole botteghe era specializzata in una precisa fase del processo produttivo dell’occhiale e alla fine il lavoro di tutti i vari artigiani veniva assemblato, dando alla luce il prodotto finito: l’occhiale di alta qualità del Cadore.

Luxottica, un processo
di integrazione verticale
Sempre nel territorio bellunese, qualche decennio dopo, si è formato poi un altro importante polo per il settore dell’occhialeria, con una forma e dei modi di produzione totalmente diversi rispetto al modello cadorino; stiamo parlando naturalmente del modello di produzione di Luxottica, fondata nel 1961 ad Agordo ad opera di Leonardo Del Vecchio, che introduce appunto un nuovo modo di produrre occhiali: invece di dividersi le fasi del lavoro tra molte piccole imprese artigianali, Luxottica è la prima che sceglie di occuparsi dell’intero processo produttivo (si parla in questi casi di integrazione verticale): dal’ideazione alla fabbricazione fino alla vendita stessa dell’occhiale al cliente finale. Questo nuovo modello produttivo ottiene nel corso degli anni un grandissimo successo economico, grazie al controllo che permette di avere sui propri prodotti, sia per quanto riguarda la produzione che la distribuzione; le principali strategie impiegate da Luxottica, infatti, vengono poi puntualmente utilizzate anche dalle altre grandi aziende del settore (Safilo, De Rigo, Marcolin, per citare alcune tra le più importanti).

Il confronto tra due modelli
Più nel dettaglio il mio lavoro si è focalizzato sul confronto tra queste due modalità di produzione: da una parte quindi il modello tradizionale (modello reticolare) delle imprese del Cadore, che sono tante, molto piccole, specializzate, di carattere artigianale; dall’altra il modello di Luxottica, delle grandi fabbriche (modello integrato), dove tutti i processi sono svolti all’interno dell’azienda e questa punta sulla possibilità di investire, innovare ed esportare.

Ora c’è da chiedersi: quale tra i due modelli è il migliore? Possono sopravvivere entrambi o uno dei due è destinato a sparire? Sicuramente a partire dagli anni 90 le imprese più piccole, come quelle presenti nel distretto del Cadore, hanno avuto molte difficoltà a stare al passo con i cambiamenti dell’economia: la globalizzazione, la concorrenza proveniente dall’Asia, l’avvento dell’euro e la scomparsa della lira, per non parlare poi della crisi del 2008 e della recente crisi dovuta al Covid; sono tutti elementi che hanno messo in seria difficoltà le piccole botteghe artigianali. Viceversa Luxottica, così come le altre grandi aziende del settore dell’occhiale, hanno sempre registrato delle ottime performance dal punto di vista economico, rivelandosi sicuramente più preparate ad affrontare i cambiamenti che si sono visti negli ultimi 20-30 anni.

Se possa esserci una rinascita delle piccole attività artigianali nei prossimi anni, in un settore come quello dell’occhialeria, è molto difficile da prevedere; sicuramente attualmente la sfida la stanno vincendo le grandi imprese ed è ostico capire se e come possa esserci un cambio di direzione nel prossimo futuro.

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