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Nuovo murale omaggio a Girolamo Segato

Opera dell’artista Cecchin, nasce da un’idea congiunta di CSMS e Pro loco

Nuovo murale omaggio a Girolamo Segato

Opera dell’artista Cecchin, nasce da un’idea congiunta di CSMS e Pro loco

Inaugurato il nuovo murale-omaggio a Girolamo Segato, lungo il Cammino sospirolese. Una grande festa che ha coinvolto la comunità locale quella dello scorso 16 luglio: la cerimonia ha visto il taglio del nastro dell’opera inedita del maestro Gian Antonio Cecchin presso la fontana “dei Frizzi e dei Savi” in località La Vigna (in auto si arriva salendo verso località Le Rosse). L’opera, dal titolo “Hic manemus et manebimus optime” (con riferimento alla celebre frase riportata da Tito Livio e tradotta in “Qui staremo benissimo”), è nata da un’idea congiunta di Centro studio della montagna sospirolese e Pro loco “Monti del Sole” e vede anche il patrocinio di Comune di Sospirolo e Bim Gsp.

LE SCENE DEL DIPINTO
Si tratta di un dipinto murale, sviluppato su tre lati del collettore idraulico Bim (collocato in un punto di passaggio del noto Cammino Sospirolese), che costituisce un omaggio ai principali elementi storico-culturali e naturalistici del luogo emersi con la preziosa collaborazione di Alba Barattin e Francesco Bacchetti.

Il dipinto frontale (Stat crux dum volvitur orbis) presenta gli aspetti antropici collegati strettamente alla presenza nelle immediate vicinanze della Certosa di Vedana, alla funzione sociale del locale lavatoio-abbeveratoio e alla figura di Segato, scienziato, egittologo e naturalista, nato nella stessa Certosa.

Il dipinto laterale-nord (Natura naturans) rappresenta la natura allo stato selvaggio: due cuccioli di volpe sbucano dalla tana e sono attentamente protetti dalla madre che, con atteggiamento allarmato ed espressione severa, difende la prole. Ai piedi del dipinto un albero schiantato da una bufera che potrebbe essere quella di Vaia.

Il dipinto laterale-sud (Viriditas), la cui idea è scaturita dalla testimonianza di Dino Buzzati che scrive a un suo amico nel 1920, raccontandogli di avere effettuato la sua prima ascesa montana sul vicino monte Sperone, è dedicato alla fantasia infantile. Nel 50° della morte di Buzzati, con riferimento all’opera “I miracoli di Val Morel” e immaginando un suo improbabile incontro al lago di Vedana con Segato, è nato un ex voto/favola imperniato sulla vicenda narrata da Esopo della rana e del bue. Da qui l’idea di una favola, “La storia della curiosa rana del lago di Vedana”, scritta da Eugenia Caldart, basandosi su diversi elementi del murale, e ben interpretata durante la cerimonia da Patrizia Bertoli.

La scena rappresentata è stata inoltre arricchita con la presenza nel lago di numerose rane e libellule dipinte da volonterosi bambini e vi compaiono anche altri elementi legati al territorio, dalla leggende del Mazarol, a Santa Teresa, patrona di Torbe.

LA CERIMONIA
Ha allietato la cerimonia,emozionando i presenti, il Coro Monti del Sole diretto dal maestro Luca Lotto. Sono intervenuti il presidente del Centro studi, Stefano Sanniti, e, per la Pro loco, il presidente Enzo Caviola e Francesco Bacchetti, ideatore dell’iniziativa; ha condotto Federico Brancaleone, mentre a tagliare il nastro è stata l’assessore alla cultura Karin Casaril. Nell’occasione è stato anche rivelato che, nelle prossime settimane, per consentire una sosta ai “pellegrini” del Cammino sospirolese, nell’area verrà installato un tavolo con due panchine, grazie all’impegno dei giovani volontari del progetto comunale “Noi nella realtà”.

L’INCISIONE ALL’ACQUAFORTE
Non è tutto: è a disposizione una preziosa incisione all’acquaforte, eseguita da Gian Antonio Cecchin, su carta Rosaspina di Fabriano, stampata in 60 esemplari di cui 40 colorati a mano, che riprende il tema del murale (per info 320 3342082).

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