È stato presentato a inizio luglio il progetto per il nuovo asilo nido paritario, che è in costruzione negli spazi del vecchio refettorio della scuola materna parrocchiale, demolito perché non adeguabile agli attuali standard antisismici. Una struttura che potrà ospitare fino a 24 bambini, in spazi nuovi costruiti con le logiche del risparmio energetico oltre che della sicurezza. Prima ancora di capire come verrà realizzato, durante l’incontro sono state evidenziate le ragioni che hanno portato a decidere di realizzare questa struttura.
Quando, ormai un secolo fa, venne messo in piedi l’asilo, la parrocchia scelse di dare una risposta a una domanda educativa della comunità, alla necessità di dare accoglienza prescolare ai bambini. È una caratteristica della Chiesa quella di trovare le risposte ai nuovi bisogni che emergono, spesso prima che poi si metta in moto la società civile.
Perché un nuovo asilo nido a Santa Giustina
Anche questo progetto segue la logica dell’ascolto e del rispondere a una domanda emersa. Solo dieci o quindici anni fa a supportare i genitori c’erano i nonni, che molto spesso erano presenti ed erano già in pensione. Oggi la situazione è molto diversa: i nonni, quando sono presenti, spesso lavorano con gli stessi orari dei genitori, oppure non sono vicini e quindi non possono essere d’aiuto.
Da questa situazione mutata nasce la domanda, espressa anche dalle famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna, di poter vedere accolti i loro bambini in una realtà come l’asilo da prima dei tre anni. Una parziale risposta è già stata data negli scorsi anni con l’attivazione della sezione Primavera, ma nel frattempo è partito anche questo progetto, sostenuto anche dai riscontri di una indagine fatta in primo luogo con le famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna, ma anche con la comunità parrocchiale, per capire come veniva percepita la situazione. È emerso che per il 48% degli intervistati è difficile trovare un servizio di prima infanzia sul territorio, per il 28% addirittura molto difficile, e che il 75% avrebbe piacere di trovare un asilo nido comodo in una posizione centrale perché il 77% delle risposte dice che un nido d’infanzia aiuta i genitori a conciliare famiglia e lavoro. Tra i servizi più richiesti c’è la flessibilità di orario e la mensa interna.
Questi dati sono supportati anche da studi autorevoli, che dicono che la partecipazione a servizi educativi di qualità nella primissima infanzia può dare benefici di lungo periodo su tutto il percorso di vita. Infatti, uno degli obiettivi del Pnrr era anche quello di garantire un posto al nido per almeno un terzo dei bambini tra zero e tre anni. Un risultato che da noi al Nord è stato raggiunto e superato.
Un servizio per tutti: le sfide per il futuro
Resta un limite, ovvero il nido non resta alla portata di tutti: la frequenza è spesso riservata ai bambini delle famiglie con maggiori possibilità economiche, un po’ perché ha in alcuni casi dei costi di frequenza elevati, un po’ perché dove entrambi i genitori hanno un livello elevato di istruzione si fa questa scelta, mentre negli altri casi c’è a volte la scelta di uno dei genitori, e quasi sempre della mamma, di lasciare il lavoro. È questo lo spirito con cui sono partiti i lavori, affidati a ditte locali e che dovrebbero portare ad aprire la struttura, burocrazia permettendo, già a primavera 2027. I lavori sono partiti, ma non ancora interamente finanziati: si confida di accedere a qualche importante contributo ma anche nella generosità di chi vorrà credere nel progetto. Per chi volesse farsi avanti, informazioni più dettagliate sono reperibili in parrocchia.