800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Nuova linfa per ACC e Ideal

Il regalo di Natale chiesto dai lavoratori

Nuova linfa per ACC e Ideal

Il regalo di Natale chiesto dai lavoratori

L’appello rivolto a tutti i cittadini bellunesi dal sindaco di Borgo Valbelluna Stefano Cesa e dalle rappresentanze sindacali ha portato sabato 13 novembre, nella splendida piazza Papa Luciani a Mel, una moltitudine colorata di lavoratori e semplici cittadini, chiamati a partecipare alla manifestazione contro la chiusura di due storiche aziende del territorio, la Zanussi Elettromeccanica (oggi Acc-Wanbao) e la Ceramica Dolomite, da una ventina d’anni confluita nel gruppo Ideal Standard.

Hanno accolto l’invito i sindaci della Valbelluna, il ministro Federico D’Incà, i parlamentari Dario Bond, Luca De Carlo e Roger De Menech e l’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan. Presenti anche i due vescovi di Vittorio Veneto (della cui diocesi fa parte Borgo Valbelluna) e Belluno-Feltre, Corrado Pizziolo e Renato Marangoni, che ha definito la manifestazione «una grande ondata di bene di un territorio che chiede di poter far sentire la propria voce a tutti i livelli».

Il sindaco Cesa ha richiamato con forza la ricerca di «soluzioni tecniche ed economiche per un rilancio industriale sostenibile, a salvaguardia di un’economia etica per la crescita e lo sviluppo di una comunità».
Nate dal progetto di ricostruzione post Vajont, le due aziende avevano raggiunto nei decenni i vertici mondiali nella produzione di qualità per i rispettivi settori, divenendo motore di crescita economica e sicurezza occupazionale per tante famiglie.

Acc-Wanbao
Acc da oltre un anno si trova in amministrazione controllata, in attesa che il Mise garantisca, promessa mai mantenuta, liquidità per il funzionamento. L’assessore Donazzan parla per Acc di “miracolo”: «Quello finora portato avanti dal commissario straordinario Maurizio Castro e dagli operai, che da un anno stanno mettendo parte del loro stipendio a disposizione per comprare materie prime e dare seguito alla produzione, nella totale assenza di qualsiasi aiuto da parte dello Stato, che pure, in regime di amministrazione straordinaria, dovrebbe garantire».

Ideal Standard
Ideal Standard inizia il suo declino nel 2008, con la partecipazione nell’amministrazione di fondi di investimento americani. Il ministro D’Incà l’ha definita“Mamma Ceramica” per spiegare quanto la fabbrica sia da sempre del territorio e dei lavoratori, che hanno materialmente contribuito a realizzare il nuovo forno. La proprietà lo scorso 28 ottobre ha affermato di non avere intenzione di proseguire la produzione e di voler chiudere entro i primi mesi del prossimo anno. Il 17 novembre giunge l’appello di Papa Francesco, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del bellunese e un appello affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della condivisione equa e solidale.

Cambio di rotta?
Il 18 novembre, alla presenza della Regione Veneto e del ministro D’Incà, è stato raggiunto l’accordo tra le parti sociali per il percorso di reindustrializzazione del sito Ideal Standard. L’accordo prevede la nomina dì un advisor ed un pacchetto di incentivi per i potenziali subentranti che prevede sia uno zainetto monetario, sia la disponibilità alla cessione dell’area produttiva ad un prezzo simbolico. In caso di subentro di un diretto competitor, l’azienda si è resa disponibile a cedere il marchio “Ceramica Dolomite” e a supportare per almeno due anni la produzione attraverso contratti dì fornitura.
Il 22 novembre, dalla riunione al Ministero dello Sviluppo economico, si apprende che tre società hanno manifestato interesse ad acquistare lo stabilimento di Acc: una prima manifestazione proviene da un rilevante gruppo italiano già presente nel settore della componentistica degli elettrodomestici, un’altra proviene da una grande associazione del movimento cooperativo e propone una operazione di workers by out; una terza infine proviene da un grande produttore asiatico.

L’appello in piazza
A conclusione, sembra che si aprano gli spazi per una pianificazione futura di sviluppo per le aziende e per il territorio. Serve quindi un piano industriale che unisca prospettive di rilancio e di mantenimento, ma serve anche guardare oltre, come affermato dal politologo Paolo Feltrin, e chiedere all’Europa di riscrivere le regole per difendere le aree fragili valorizzandone le ricchezze ambientali, sociali ed umane attraverso il riconoscimento della loro specificità.
Sembra che questa manifestazione abbia risvegliato le coscienze e l’attenzione delle autorità preposte; l’auspicio è che per le imminenti festività, tutte le famiglie degli oltre 800 lavoratori coinvolti trovino sotto l’albero di Natale una soluzione definitiva che dia continuità industriale ai tanti posti di lavoro in bilico.

Galleria Immagini

Hai bisogno di noi? Chiamaci al Numero Verde 800 038 499

Aut. del Trib. di Belluno n. 17 del 24.11.2000. Direttore Responsabile: Federico Brancaleone. Sede Legale: via Pulliere 19 Santa Giustina – Redazione: via Gron, 43 – 32037 Sospirolo (BL) – ITALY. 

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.