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Notizie da Borgo Valbelluna

il nuovo libro di Miriam Curti

Notizie da Borgo Valbelluna

il nuovo libro di Miriam Curti

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otizie da Borgo Valbelluna 1866-1915” è il titolo dell’ultimo libro della storica e ricercatrice locale Miriam Curti. Un’opera dall’indiscutibile valore storico, che l’autrice ha dedicato al ricordo del marito Gianluigi Dal Molin – fedele collaboratore nella stesura e revisione di ogni opera -, e i cui proventi saranno devoluti al restauro di un manufatto artistico del Comune. Un’esperienza di oltre 10 pubblicazioni, tutte dedicate allo studio e alla ricerca dei fatti di storia locale. Tra i titoli più noti della prof.ssa Curti ritroviamo “Famiglie nobili di Belluno” (2015), “Notizie da Mel 1919-1963 (2018) e “Famiglie cittadinesche di Belluno” (2020).

Opere che di compilativo hanno ben poco. Ogni pagina è infatti frutto di incalcolabili ore spese a consultare con occhio attento fonti inedite – parliamo addirittura di oltre 5 anni per quest’ultima pubblicazione -, nel silenzio degli archivi di Stato, o con il naso tra le pagine ingiallite di antichi registri parrocchiali e comunali. Una caccia al tesoro che non sempre ha un lieto fine: molti i registri scomparsi dagli archivi comunali, per lo più utilizzati dai soldati austro-ungarici come materiale da combustione per riscaldarsi durante il freddo inverno del ‘17. Qui emerge il ruolo chiave dello storico, capace di unire competenze e intuito per procedere nella ricerca con una serie di supposizioni e tentativi alla volta della verità. «Quando faccio delle supposizioni, non sono quasi mai corrette. La motivazione è che siamo abituati a ragionare come abitanti del 2022. Non è facile immergersi in un’epoca diversa e capirne la mentalità. Per questo i documenti sono importantissimi» spiega l’autrice. «A un certo punto, non riuscivo in alcun modo a risalire alla cronotassi dei sindaci di Mel. Poi il lampo di genio: cercando nell’archivio parrocchiale ho scoperto che il sindaco misterioso – tale Giacomo Stefani – era stato colpito da una lunga malattia senza mai dimettersi». Preziosissimi gli archivi delle parrocchie di Trichiana, S. Antonio Tortal, Mel, Villa di Villa e Lentiai, che hanno saputo delineare un quadro delle situazione religiosa, sociale e sanitaria, riportando dati su tematiche come la mortalità infantile, i figli illegittimi, la durata media delle vita, i matrimoni, le cause di decesso, solo per citarne alcuni.

Il libro

Il libro narra di un periodo particolarmente importante per la storia del neonato Comune di Borgo Valbelluna, che ai tempi si trovò ad affrontare problemi, difficoltà e novità derivanti dall’annessione al Regno d’Italia. Peculiarità spesso ancora attuali, che i manuali di storia non approfondiscono. Un modo di affrontare le vicende che intende «mettere in risalto come abitudini e condizioni di vita condizionarono e motivarono scelte economiche, amministrative, sociali e culturali» (M. Curti, Notizie da Borgo Valbelluna 1866-1915). Insomma, la storia quella vera, quella vista attraverso gli occhi degli abitanti che ci hanno preceduti. Molte le tematiche che emergono dalla quotidianità: dai rapporti Stato e Chiesa, ai funerali, fino alle guerre coloniali. Un periodo che tocca la vigilia della Grande Guerra e i problemi che la anticipano, come la disoccupazione. Problemi che ci guidano tra queste pagine a scoprire con stupore la microstoria locale. Popolazione, scuola, famiglia, sport, condizione femminile, feste, cucina e religione: cosa succedeva su queste stesse piazze poco più di un secolo fa? «Per capire il tasso di analfabetismo, in particolare femminile, ho cercato le crocette messe a firma sui registri parrocchiali. Ai tempi, la donna difficilmente studiava. Era più importante che sapesse tenere la casa e lavorare la terra.»

L’autrice

Una laurea in lettere e una tesi in geografia, unite a un amore per i viaggi, sia nello spazio, che nel tempo. È questa la combinazione che rivelerà a Miriam la propria passione per la storia, il luogo dove tutte le sue propensioni s’intrecciano indissolubilmente. «Andare alla scoperta delle cose che non conosci, ma di cui supponi l’esistenza, è nel mio Dna. Soprattutto, quando questa scoperta è avvalorata da documenti e fonti storiche, frutto di una paziente e meticolosa ricerca. Sento di contribuire a mettere dei mattoni per scoprire la verità» spiega Miriam.

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