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Note Jazz con Emiliano Bez

racconti senza parole

Note Jazz con Emiliano Bez

racconti senza parole

Emiliano Bez, 26 anni, è un giovane chitarrista e compositore dall’animo gentile e sensibile. Ha collaborato con “Voci di passaggio” per la realizzazione di due reading e, in tale occasione, lo abbiamo avvicinato per farlo conoscere ai lettori de “Il Veses”.

wordless tales cover
Note Jazz con Emiliano Bez

Chi o che cosa ti ha avvicinato alla musica?
L’incontro con la musica è avvenuto grazie ai miei genitori, ma anche attraverso autori tra cui Santana, Simon and Garfunkel, Chopin e alcune esperienze che mi hanno toccato nel profondo. Avevo cinque anni credo, e mi trovavo in vacanza a Lignano, davanti alla chiesa suonava un gruppo di nativi americani, ero ammaliato dalla loro musica: i flauti emettevano un suono magico che si avvicinava al canto. Tuttora ricerco nella musica che scrivo e che improvviso la stessa cantabilità. Alla sagra dei Fisciot di Belluno sono riuscito a farmi regalare un flauto di Pan e un disco dei nativi americani e a casa provavo a orecchio a ritrovare la stessa melodia. A otto anni mia mamma mi ha proposto la chitarra classica. Ho iniziato a suonare questo strumento in parrocchia con Claudio Sacco e successivamente con Vittorino Nalato. Poi, dall’età di quattordici anni, sono passato alla chitarra elettrica e mi sono avvicinato al rock e al blues e, più tardi, al Metal. In quei generi però non andavo solo a caccia di riff accattivanti o assoli virtuosistici, bensì cercavo trame armoniche e atmosfere suggestive. Mi era già chiaro che non avrei voluto accontentarmi di suonare o di scrivere qualcosa che facesse soltanto muovere il corpo a tempo. Volevo creare con la musica una pittura sonora che descrivesse sensazioni e emozioni che provavo intensamente.

emiliano
Note Jazz con Emiliano Bez

Che cosa significa la musica per te?
Per me la musica è un linguaggio universale, definitivo sia dal punto di vista umano sia scientifico. È un modo per raccontare me stesso e, allo stesso tempo, attraverso la creazione di ambienti sonori, per prendere una pausa dal mondo. Prediligo la musica strumentale perché può andare al di là del limite costruito dalla parola.

emi in live
Note Jazz con Emiliano Bez

Sei quindi approdato al jazz!
Nel 2017 mi iscrivo al Conservatorio Statale di Musica di Padova e ho avuto modo di seguire, tra le altre, le lezioni di Francesco Angiuli, contrabbassista, compositore, arrangiatore pugliese, che ha saputo indirizzare i miei studi e le mie ricerche sul linguaggio musicale nei contesti che più si avvicinavano ai miei interessi; mi ha permesso di conoscere il jazz moderno e il suo sound contemplativo. Il jazz è un approccio alla musica dove l’improvvisazione è fondamentale, è la composizione estemporanea che avviene nel gruppo. Si può dire che il jazz è una musica comunitaria che si sa reinventare a seconda dell’epoca e del contesto culturale.

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Note Jazz con Emiliano Bez

Parlaci ora del tuo disco “Wordless tales”.
“Wordless Tales” significa “Racconti senza parole”, ha un titolo che è di per sé un manifesto programmatico, avendo l’intento di svelare al mondo ciò che le parole non potrebbero descrivere. A tal fine, ho scelto una formula jazzistica progressiva ed espansa, intrisa di umori e sensazioni molteplici dalla forte carica emotiva, dove le note riferiscono di una perfetta traslazione delle tante inquietudini dell’animo umano. Sono otto tracce che rappresentano un viaggio musicale tra il mondo esterno e quello interiore dell’uomo, alla ricerca di se stesso e del proprio equilibrio.

emiliano bez
Note Jazz con Emiliano Bez

Ho avuto la fortuna di collaborare con un gruppo di musicisti di grande rilievo come il mio mentore Francesco Angiuli, Georgios Tsolis, Mauro Beggio e Michele Tedesco. Questo disco fa parte del mio percorso di crescita. Il mio obiettivo è condividere la mia musica con più persone possibili aiutandole a immergersi in questo mondo fantastico che è il jazz, specie quello più progressivo e contemporaneo che è veicolo della mia espressione.

Spero un giorno di riuscire a ritagliami uno spazio nella scena jazz nazionale, contribuendovi attivamente sia con le mie composizioni che con collaborazioni.

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