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Nonno Paolo nei giardini della Contessa

Nonno Paolo nei giardini della Contessa

Chissà cosa direbbe quel giovane Paolo Mazzocato, che, in quell’Italia dei primi del Novecento, venne mandato a lavorare presso la famiglia Van Den Borre, noti produttori e giardinieri della zona di Treviso, se oggi vedesse la quarta generazione festeggiare i cent’anni di attività florovivaistica. Di sicuro ne sarebbe entusiasta, lui che, come era d’uso ai tempi, aveva addirittura dovuto pagare, nei primi mesi, per farsi insegnare quel mestiere così affascinante e poetico, ma allo stesso tempo faticoso e fatto di minuziosi equilibri.

“Nonno” Paolo si appassionò presto all’arte del giardinaggio: era un giovane molto attivo, portato per il lavoro e per “vedere oltre”. La sua personalità lo portò in poco tempo a distinguersi e diventare una figura di riferimento tra i dipendenti della ditta trevigiana, dove tra i migliori clienti, c’era la Contessa Valier. Ella, innamorata e particolarmente affezionata ai giardini della sua villa, chiedeva sempre di Paolo quando arrivava il momento di prendersene cura.

Nel triste giorno della scomparsa del giardiniere preposto, fu proprio Paolo a sostituirlo e da quel momento molti furono gli anni al servizio della Contessa durante i quali vinse anche il premio per la coltivazione dei crisantemi. Correva l’anno 1922, era esattamente il novembre di cent’anni fa, e questo certificato ancor oggi custodito amorevolmente, rappresenta per i Mazzocato la prima e preziosa testimonianza della professione florovivaistica di un membro di questa famiglia.

Paolo rimase al servizio della Contessa finché questa divenne vedova; poi subentrò nella gestione della villa la figlia con la quale non riuscì mai a instaurare un buon rapporto. Fu grazie a questo cambiamento che, insieme alla famiglia, si trasferì a Feltre. Sotto la magnifica Basilica dei Santi Vittore e Corona, nel Vincheto di Celarda, un dirigente della forestale, venuto a conoscenza della sua vocazione particolare e unica per il mondo del verde, lo mise alla direzione della riserva naturale.

Fu l’avvento del fascismo a dare, di nuovo, una forte svolta alla vita di Paolo, che rifiutò il tesseramento obbligatorio al partito previsto per i dipendenti pubblici. Seguendo la sua vocazione, iniziò a coltivare piantine da orto in un terreno vicino alla vecchia metallurgica nella zona manifatturiera feltrina.

Seguiranno, negli anni a venire, ulteriori cambiamenti: prima con un trasloco della sede, dietro allo storico cinema di Feltre, e poi con il figlio Marcello e il primo punto vendita in viale Piave nel 1968. Oggi la nuova generazione con il nipote Roberto, la moglie Paola e i figli Nicola e Luca, pronti a scrivere un nuovo capitolo di questa storia “di famiglia”.

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