800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Non credo ai miei occhi

un invito a scrutarci nel profondo

Non credo ai miei occhi

un invito a scrutarci nel profondo

Il progetto #noncredoaimieiocchi vuole essere un invito all’empatia, ad aprire gli occhi sull’altro, a scrutare insieme, fino a trovare la verità.» Un invito che prende forma attraverso il progetto espositivo delle tre artiste Enrica Pilot, la bellunese Marta Farina e Ilaria Marra, che con l’arte raccontano l’esperienza collettiva che ci ha cambiati, con uno sguardo scrupolosamente rivolto verso l’interiorità. L’idea sboccia nella primavera del 2020, durante il primo lockdown, e cresce nutrendosi di emozioni e di condivisione e facendo tesoro del vissuto di ognuno fino ad oggi. Il nome del progetto “Non credo ai miei occhi” intende narrare proprio l’incredulità dovuta ad avvenimenti, situazioni ed emozioni mai vissute prima, né immaginabili, che ci hanno inghiottiti improvvisamente a inizio 2020. Davanti a una tale esperienza, gli occhi di chiunque potrebbero chiudersi sotto il peso della paura, rimanere opachi dietro il velo di un’ipnosi, infetti per le troppe macchinazioni.
Quello è il momento in cui una visione condivisa del mondo chiede di essere di nuovo composta, il momento in cui l’arte può farsi generatrice e promuovere una rivisitazione collettiva della realtà e dei significati […]»

Il progetto consiste innanzitutto in un’esposizione itinerante, che sarà visitabile per tutto il mese di ottobre nella Biblioteca di Limana. La mostra consiste in 30 illustrazioni – 10 per artista –, il cui tema ricorrente sono proprio gli occhi, strumento per vedere, ma anche figura metaforica del sentire. Prima di arrivare in Valbelluna, le immagini hanno raggiunto anche Pordenone e Montebelluna, luoghi di provenienza di Ilaria ed Enrica. Un’amicizia, quella tra le tre artiste, che non sarebbe mai nata se non si fosse creata questa situazione molto particolare.

«Durante il lockdown, navigando sui social, abbiamo notato che pubblicavamo immagini con intenti simili. Così ci siamo conosciute e abbiamo progettato una mostra ad hoc, capace di dare espressione ai nostri sentimenti» spiega Marta.

Immagini molto semplici e immediate, che vogliono parlare con semplicità del sentire collettivo a tutti i tipi di pubblico, dagli adulti ai bambini, e accompagnare le persone al ritorno alla normalità. Non mancano i laboratori per ragazzi 8-12 anni, durante i quali i ragazzi vengono stimolati a creare le loro opere a partire dalle proprie emozioni.

«Ci piacerebbe portare la mostra e i laboratori artistici nelle scuole, proprio per sviscerare i sentimenti vissuti in questo anno scolastico di ritorno alla normalità» continua l’illustratrice, «e, attraverso l’arte, aiutare a capire il vissuto che c’è stato. Vogliamo rivolgerci proprio ai ragazzi delle scuole, che sono stati molto distanti e hanno sofferto di più rispetto a noi adulti.»

Se volete saperne di più, cercate su Facebook la pagina
@noncredoaimieiocchi2022
e lasciatevi rapire!

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.