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Nicolotto da celarda

primo partigiano delle montagne bellunesi

Nicolotto da celarda

primo partigiano delle montagne bellunesi

Venerdì 31 marzo presso il Casel di Celarda, in occasione dell’ anniversario della Liberazione, quest’ anno celebrata in anticipo, è stato presentato il libro “Una vita difficile in un secolo breve” di Marcello Della Valentina. La serata si è svolta grazie all’ associazione il Panfilo, al Gruppo Alpini Monte Miesna e allo stesso Casel de Celarda. Davanti a una sala strapiena, (posti a sedere esauriti in breve tempo e con oltre trenta persone in piedi), l’ autore ha esplicato la storia di Raveane Rizzieri , nome di battaglia “Nicolotto”, dai paesani più anziani soprannominato “Circia”, per i pochi giovani che ne avevano sentito in parte la storia, una specie di personaggio tra il fantastico e il mitologico.

Questo libro contribuisce a fare luce su chi è stato e come ha vissuto “Nicolotto”, dalla nascita in una famiglia povera nel 1904 a Celarda, fino alla morte sempre a Celarda nel 1962, ancora più povero, talmente indigente che la tomba sita nel cimitero frazionale gli è stata fatta dall’ ANPI qualche anno dopo la sua morte.

L’ autore, Marcello Della Valentina, ha raccontato alla sala che ascoltava in religioso silenzio, le avventure, o meglio le peripezie di Raveane Rizzieri, emigrato giovanissimo in Francia, poi anarchico, infine comunista convinto, che come un precursore di Forrest Gump si è trovato dove si faceva la Storia, sì la Storia con la esse maiuscola, in Spagna volontario nelle Brigate Internazionali incrociò il treno di Orwell, a Barcellona ascoltò il discorso, famosissimo, della Pasionaria Dolores Ibarruri, al rientro in Italia si ritrovò al confino a Ventotene con personaggi del calibro di Pietro Longo e del futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini! Al ritorno in paese diventò il primo partigiano delle montagne bellunesi, partecipò alla “beffa di Baldenich” (poteva non esserci?) dove un manipolo di uomini liberò i prigionieri politici che vi erano rinchiusi, si trovava in Pietena, sulle Vette Feltrine durante il rastrellamento tedesco….

E mentre fluivano questi racconti, sul maxi schermo scorrevano alcuni disegni di Luca Debus, “Nicolotto” sul treno, a Ventotene, a Baldenich, in Pietena, e per finire, a Celarda , disilluso e amareggiato. Disegni, perché di lui ci sono due, forse tre foto, e una è in copertina del libro, libro da leggere assolutamente!

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