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Nicola Da Canal – Meccanico Honda Racing

Quando la passione e la dedizione realizzano i sogni

Nicola Da Canal – Meccanico Honda Racing

Quando la passione e la dedizione realizzano i sogni

È proprio vero che con la determinazione si arriva ovunque. Ne è un esempio Nicola Da Canal, 36 anni, originario di Meano, sguardo deciso e sorriso amichevole, oggi primo meccanico del Team MIE Honda Racing. Eredita dal padre la passione per le due ruote e a soli 15 anni costruisce la sua prima moto, con cui inizia a correre in pista nel tempo libero. Qui il suo talento comincia a farsi notare: vista la sua moto, il Moro Racing Team di Farra di Soligo gli propone una collaborazione. Destreggiandosi prima con la scuola e poi tra un lavoro come disegnatore e uno come piastrellista in supporto al padre, ogni fine settimana Nicola corre a Farra di Soligo a imparare il mestiere dei suoi sogni. Presto collabora allo sviluppo di una moto 125 per il Motomondiale.

Il motore viene progettato a Farra di Soligo e il telaio in Inghilterra. «Sono stati due anni anomali» racconta Nicola, «durante i quali ho vissuto in un pub del ‘700 nella periferia di Londra, a Hertford. Mi alternavo tra Italia e Inghilterra in base alle necessità.»

Dopo poco, Nicola si trova a lavorare per il Campionato Mondiale Moto 2 – le tre categorie più importanti del Campionato mondiale sono Moto GP, Moto 2 e Moto 3 – meccanico per Gábor Talmácsi, ex campione del mondo 125.

«Oltre che tecnico, in quell’occasione sono diventato anche grande amico di Gábor. Era un sogno lavorare con una persona di così grande esperienza, che avevo visto prima solo in tv. Lui fa parte di quella categoria di piloti con un’esperienza incredibile da trasmettere.»

La relazione tra tecnici e pilota è infatti quasi simbiotica. I primi devo saper interpretare le sensazioni che i secondi percepiscono alla guida, per arrivare alla moto perfetta. «In verità, la moto perfetta non esiste, è sempre un compromesso di forze e settaggi, con l’obiettivo di dare il meglio al pilota, in base a meteo e tracciato, al suo stile di guida, ma anche al suo umore. Ci sono tantissime possibilità di variazione e variabili.» Negli anni successivi, Nicola entra nel Team Pedercini Racing con Kawasaki e, contemporaneamente, nel Team Aprilia per il CIV – Campionato Italiano Velocità.

Poi la svolta: nel 2019 l’ingresso in HRC – Honda Racing Corporation. «Per un meccanico di moto equivale a Ferrari per le auto. Ho fatto il colloquio per un incontro fortuito durante una fiera a Milano e sono stato scelto come tecnico per il pilota Leon Camier. Da quel momento sono stato finalmente legato a un marchio e ho abbandonato il lavoro di manutenzione industriale notturno che avevo portato avanti fino ad allora.»

Il team di Nicola è guidato dalla giapponese Midori Moriwaki, figlia d’arte di Moriwaki e nipote di Yoshimura, due dei più famosi preparatori di moto al mondo e formato da tecnici di ben 8 nazionalità diverse. Nel team non è il solo bellunese: ne fa parte anche Sandro Moretti di Agordo. Da 4 anni seguono il Campionato mondiale Superbike – si gareggia su moto di serie adattate, diversamente dal Moto GP che lavora con prototipi – come team satellite di Honda, e percorrono in lungo e in largo tutto il globo: solo nel 2022 il bilancio di Nicola è di 96 aerei diversi per raggiungere paesi tra cui Australia, Indonesia, Argentina e tutta l’Europa, a volte anche solo per un test, per una riunione di qualche ora o per una cena di lavoro.

«L’esperienza più emozionante della mia carriera è la 8 ore di Suzuka, in Giappone, nel 2019. Siamo riusciti a concludere la gara di 8 ore continuative, sperimentandoci anche nel pit stop. Dopo molto allenamento, siamo riusciti a fare carburante e cambio gomme in 33 secondi.»

«All’inizio è un mondo difficile, perché lo stipendio non basta per mantenersi e bisogna trovare il tempo per altri lavori, magari usando le ferie per le moto» conclude Nicola. «Dopo 16 anni nel mondo del racing, solo da 4 è il mio unico lavoro. La parte dura è proprio non mollare nei momenti di difficoltà o quando ci si trova a dover sacrificare qualcosa della propria vita, ma oggi sono proprio dove avrei sempre voluto essere.»

E per il futuro? «Sicuramente vincere un campionato mondiale, ma anche fare un’esperienza in Moto GP, che è l’unica categoria in cui non ho ancora lavorato.» Noi ti auguriamo in bocca al lupo, che la tua dedizione continui a essere premiata.

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