800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Nella Giazera di Mel

rivivono antichi luoghi e mestieri

Nella Giazera di Mel

rivivono antichi luoghi e mestieri

Rivisitare antichi mestieri e luoghi. È questo quello che fa Luca Parussolo, 39 anni, trevigiano di origine e titolare della fattoria “Bepi Zumelle”, recentemente intervistato da “Mela Verde”, noto programma di Canale 5.

Per raccontare questa storia, dobbiamo fare un salto nel passato, precisamente nel lontano dopoguerra, quando, a Sernaglia della Battaglia, nonno Bepi comincia ad allevare animali trasformando i loro prodotti per poter sfamare la famiglia in un periodo di carestia.

Successivamente, negli anni 80, papà Sebastiano decide di proseguire l’attività agricola integrandola con l’alpeggio, esperienza dalla quale Luca prenderà dimestichezza con quello che sarà poi il suo futuro.

Nell’ottobre del 2019, infatti, dopo essere venuto a conoscenza di un casolare abbandonato alle porte di Mel ed essendosi innamorato dei nove ettari di terreno perfetti per far pascolare il suo bestiame, Luca decide di trasferirsi insieme alla famiglia, portando nella Valbelluna la sua attività di casaro, ma forse meglio dire “inventore” ed “esportatore” di antichi saperi e sapori.

Qui il racconto si interseca con quello della famiglia Barp, detti “I Ronei”, i quali un tempo, in quel luogo, gestivano la casa colonica in qualità di mezzadri e allevatori. La stalla, che da numerosi anni era vuota, riapre quindi le porte per il bestiame di Luca il quale conta numerose vacche e capre da latte e diversi suini.

Un altro luogo che è stato trasformato e riportato in vita è la ghiacciaia di Mel, detta “giazèra”, all’interno della quale Parussolo, nella puntata di “Mela Verde” del 2 giugno, racconta come una cantina così ricca di storia sia diventata il luogo ideale per affinare alcuni tipi di suoi formaggi.

Nell’intervista con la conduttrice Ellen Hidding si definisce un ragazzo pronto a nuove esperienze, motivo per il quale si è affidato ai consigli della gente del posto che suggeriva questo spazio come ottimale, data la sua umidità ed esposizione a nord ovest. I muri della “giazèra” risalgono agli inizi del XX secolo; ubicata all’interno di un parco verde, era anticamente utilizzata per conservare il ghiaccio, il quale, prelevato dai rami del fiume Piave, dai torrenti Ardo e Puner, era legato alla conservazione del siero durante un’epidemia di colera.

Mentre, in un secondo momento, all’interno di questa grotta veniva custodita la carne. Oggi invece è preservato un vero e proprio tesoro di sapori che Luca ricerca e sperimenta per creare prodotti sempre più particolari e raffinati da far degustare e vendere nella sua fattoria. Una storia, quella della famiglia trevigiana innamorata del borgo zumellese, che intreccia passato e presente, tradizione e innovazione, un filo destinato a non rompersi ma bensì ad evolvere.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.

Questo articolo sarà disponibile per la lettura online a partire da

31/07/2024

VUOI LEGGERLO SUBITO?

Corri in edicola ad acquistare l’ultimo numero de “il Veses”