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Nel ricordo di Berto Ceol

a un anno dalla scomparsa

Nel ricordo di Berto Ceol

a un anno dalla scomparsa

Da un anno manca, alla comunità sospirolese e a quella di Paderno ove risiedeva, Roberto Fedele Ceol, scomparso il 12 aprile 2020. “Berto” era nato nel 1946, da Tommaso e Maria De Donà di Rosolin, a Varena, una frazione di Cavalese, dove il padre lavorava.

La storia di Berto “con la valigia in mano” comincia molto presto: a sette anni circa inizia la sua carriera di malgaro. Roberto andava fiero delle sue stagioni passate in montagna; quando raccontava delle sue esperienze al Passo Valles, in Campo Torondo o in Erera il tempo si fermava. A 14 anni in Germania cominciò, con la prima stagione da gelatiere, il lungo percorso lavorativo di un ragazzo che divenne un imprenditore di successo. Approfittava inoltre delle pause invernali per fare apprendistato presso la pasticceria Biasion, di seguito per frequentare la scuola alberghiera in Nevegal e poi la stagione dello sci a Pala Favera.

Nel 1970 sposa Luciana Sommariva e nello stesso anno comincia la loro gestione nella gelateria dei genitori di lei. Dal matrimonio nascono due figli: Raffaela nel 1971 e Stefano nel 1976. Agli inizi degli anni 70 inizia la costruzione dell’albergo-ristorante “Rosolin”, proprio di fronte all’osteria dove tempo prima la nonna Carolina e la mamma Maria dispensavano bevande e pasti a viandanti e carrettieri. Aperto nel 1981, il ristorante ebbe un successo clamoroso. Locale sobrio ed elegante, divenne subito luogo di incontri conviviali diversi dai banchetti di nozze alle cene aziendali, dal ritrovo di club sportivi a luogo di convegni. Insomma, per Sospirolo un fiore all’occhiello e, per noi giovanotti dell’epoca, un punto di riferimento fondamentale. La conduzione del locale da parte di Berto e della sua famiglia durò quattro anni. Nel 1985 Berto e Luciana, presi dall’irreprensibile nostalgia per l’arte del gelato, decidono di tornare in Germania. Affittano “Rosolin” e aprono l’Eis Cafè “Venezia” a Kirn.

L’attività prosegue fino al 2010 quando gli sposi decidono di fermarsi nella loro casa di Paderno. E Berto si dà ancora da fare come volontario. Della sua passione per l’arte culinaria hanno goduto in tanti: i giocatori del Sospirolo Calcio, la Pro loco “Monti del Sole”, gli Amici di Flores da Cunha, il Gruppo Sportivo Paderno, gli Emigranti, gli Alpini di Paderno. Quando si chiedeva una mano a Berto e alla Luciana, lo loro risposta era un “sì”!

Nel 2017 i primi problemi di salute, affrontati con coraggio. Accanto a lui, per tutti il periodo della malattia, la moglie Luciana, i figli Raffaela e Stefano, i nipoti Riccardo e Aurora. Purtroppo la maledizione del Covid ci ha tolto la possibilità di stargli vicino ancora un poco, ma non lo dimenticheremo.

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