Scie chimiche: tra complotti e realtà

L'opinione dell'Ing. Alberto Da Ronch

A volte capita di vedere il cielo solcato da scie bianche che lo attraversano da un orizzonte all’altro. Era il 1997 quando si iniziò per la prima a volta a parlare di scie chimiche: negli Stati Uniti si diffuse l’idea che le scie di condensazione prodotte dai motori degli aerei contenessero sostanze messe apposta per ridurre la popolazione mondiale o diffondere virus e altri prodotti di una fantomatica “bio-ingegneria”, ad opera di una non meglio precisata casta che, secondo i sostenitori di questa teoria, avrebbe dovuto portare a un totale e subdolo controllo delle masse. Anni dopo questa idea persecutoria arrivò anche in Italia e, attraverso anche Facebook e Youtube, persone dalla grande capacità di comunicazione hanno cominciato a diffondere quella che loro definiscono “verità”. Come i fratelli Marcianò, che sulle scie chimiche e altri simili complotti hanno basato la loro carriera lavorativa. Significativo il fatto che queste associazioni non sono certo prive di fini lucrosi. Infatti la vendita di cd, di prodotti multimediali e libri, l’organizzazione di conferenze, nonché la possibilità di effettuare delle donazioni spontanee per sostenere la causa, hanno garantito un certo ritorno economico ai portavoce italiani di questa teoria cospiratoria.
Nella realtà sulle scie chimiche c’è davvero poco da dire. A livello tecnico sono definibili come “scie di condensazione”, naturale prodotto della combustione di derivati del petrolio che, uscendo dalle turbine ad alte temperature, a contatto con la fredda atmosfera, subiscono una istantanea condensazione, più o meno intensa o duratura in relazione alle temperature e all’umidità dell’aria. Di certo quello che esce da una turbina aeronautica non è “acqua di rose”: si tratta comunque di gas ricchi di anidride carbonica e diverse sostanze inquinanti. Purtroppo ad oggi non esistono altri mezzi per percorrere velocemente lunghe distante e finché non ci sarà una forma di energia totalmente pulita dovremo convivere con queste strisce bianche, vedendole per quello che effettivamente sono.

Galleria Immagini
Tags
Allegati

Leave A Comment