Nocciole, una fonte di reddito

un inedito progetto di coltivazione biologica

Tra le varie problematiche, generate dal progressivo spopolamento delle comunità della nostra vallata bellunese, una delle più vistose è rappresentata dal progressivo avanzare del bosco, con tutte le sue implicazioni.

La principale è certamente l’erosione dei prati e dei campi coltivati che, oltre a rendere l’effetto di un paesaggio purtroppo sempre più cupo, riduce anche la redditività dei fondi, già ora minati in termini economici. Questa riflessione, sempre più condivisa nell’immaginario collettivo, rappresenta al contempo uno stimolo per gli agricoltori e per le autorità deputate allo sviluppo dell’ambiente a cercare ipotesi tese a contenere l’avanzata del bosco, magari con colture capaci di generare un reddito “incoraggiante”.

Uno dei soggetti che si sta adoperando in tal senso è la cooperativa agricola “La Fiorita” di Cesiomaggiore, la quale sta promuovendo la coltura della nocciola. Il responsabile del progetto è Enzo D’Antuono, che abbiamo contattato per un approfondimento del tema.

Attualmente, come fa sapere il responsabile, il mercato della nocciola gode di una buona richiesta ed è anche ben remunerato. Si prevede che questo trend positivo duri almeno 20-30 anni; il consumo del prodotto è destinato principalmente all’industria dolciaria ma non solo.

La nocciola che si vuole produrre nel nostro territorio è della specie Corylus avellana, della varietà “tonda gentile tribolata”, la cui coltivazione da attuare è quella biologica, sia per la salvaguardia ambientale del nostro territorio sia per la sua qualità; inoltre, se coltivata in questo modo, garantisce i requisiti richiesti dall’industria trasformatrice.

È stato acclarato che i nostri terreni, in generale, ben si adattano a questa coltura e anche la redditività, se paragonata alle altre colture tradizionali, è buona. La produzione inizia al quarto-quinto anno dalla messa a dimora della pianta per arrivare a produrre a pieno regime al settimo anno.

Altro aspetto importante, relativamente al progetto, è la vendita del prodotto a cosiddetta ”filiera corta”: vale a dire che le nocciole verranno impiegate da artigiani locali dell’industria dolciaria, particolare questo che mette un po’ al riparo dalle fluttuazioni del mercato della grande distribuzione.

Al momento attuale aderiscono al progetto di piantumazione della cooperativa “La Fiorita” 15 persone per un totale di 16 ettari di superficie coperta.

Chi fosse interessato ad approfonditi su questo progetto, può contattare il signor D’Antuono, attraverso la cooperativa, che volentieri si rende disponibile per ogni consulto.

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