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Montagne in cambiamento

sfide, opportunità e strategie per un futuro sostenibile

Montagne in cambiamento

sfide, opportunità e strategie per un futuro sostenibile

Il 12 gennaio scorso alla Camera di Commercio di Belluno si è svolto il convegno dal titolo “Montagne in Cambiamento”, un viaggio nella transizione ecologica dolomitica. L’evento si è sviluppato attraverso tre panel, analizzando le premesse dell’attuale cambiamento climatico sotto diversi punti di vista accademici, verificando col mondo produttivo bellunese le opportunità, anche turistiche, e le difficoltà dettate da questo cambio di paradigma, in un fil rouge dettato dalla seguente domanda: “Qual è il valore della sostenibilità in un territorio montano come la provincia bellunese?”

I fattori alla base dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità sono globali: pertanto, la transizione ecologica si configura come “la risposta sovranazionale” all’accelerazione climatica in grado di realizzare un “cambiamento di paradigma produttivo-antropico’’ rispettoso dei criteri garanti di una efficace sostenibilità ambientale con il supporto dei pubblici poteri in una transizione che sia digitale, sociale e verde, creando una società in equilibrio con la natura e dal modello economico efficiente grazie alle nuove tecnologie digitali.

Lo strumento amministrativo che ha in mano il governo nazionale è il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR): la montagna è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e necessita della creazione di una strategia specifica all’interno di tale piano, che integri specifiche risorse per queste regioni. Investire nelle “Terre alte” significa affrontare disuguaglianze storiche, ridurre polarizzazioni e dare priorità alle esigenze delle aree montane.

La difficoltà del vivere in montagna ha portato a un inevitabile spopolamento progressivo: pertanto, è essenziale affrontare il problema con un approccio sistematico, considerando vari aspetti come la fornitura di servizi, la creazione di opportunità di lavoro e la valorizzazione del patrimonio locale, declinando la montagna nel suo vivere quotidiano e non solo come meta di turismo di massa. Pertanto, riabitare le aree montane richiede politiche a lungo termine che siano lontane dalla logica di un mero sfruttamento. La soluzione potrebbe partire dalla garanzia di servizi essenziali in tutte le aree, comprese quelle più piccole, in accordo con la comunità locale.
Ciò implica un focus sulle scuole come centro di sviluppo e creazione di nuove opportunità di lavoro che abbia la prospettiva lunga del futuro. L’introduzione dello smartworking potrebbe rappresentare un elemento chiave per rendere questi più attrattive, consentendo alle persone di lavorare in modo flessibile e sostenibile.

Un altro punto focale riguarda il turismo. La versatilità della montagna offre la possibilità di attrarre turisti durante tutto l’anno con il rischio di un turismo dettato dai ritmi social: luoghi una volta incontaminati sono diventati spesso affollati da turisti irrispettosi, compromettendo sia l’ambiente che l’economia locale. L’attuale bisogno di affrontare i limiti della montagna richiede una riflessione sul futuro, incoraggiando un turismo che promuova il pensiero lento, la semplicità e la contemplazione della bellezza.

I rifugi di montagna necessitano di un’attenzione particolare, che vada oltre la pressione del turismo di massa. La gestione dei rifiuti, l’approvvigionamento alimentare, l’acqua e la legna richiedono una cura particolare, sensibilizzando gestori dei rifugi e turisti. Prima di progettare il rifugio del futuro, è fondamentale interrogarsi su come gestiamo e sfruttiamo i rifugi attuali.

Infine, è importante mettere a sistema queste risorse, energie e competenze da parte delle amministrazioni locali e nazionali, educando e guidando la comunità verso un futuro sostenibile e inclusivo. Questo cambio di paradigma sarà possibile solo con l’impegno collettivo delle comunità locali, il supporto delle istituzioni e una visione che sia la più a lungo termine possibile. In una provincia che invecchia e che si spopola, emerge l’urgente necessità di figure politiche, educative e imprenditoriali pronte a cogliere le opportunità e ad impegnarsi per il nostro territorio montano, per valorizzare ciò che il nostro magnifico territorio può offrire. È un appello a superare l’inerzia della visione a breve termine e coinvolgere attivamente istituzioni, scuole e imprese in modo da plasmare un futuro sostenibile e prospero per le comunità bellunesi.
Come vogliamo la Belluno del futuro?

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