Nel corso dei trentacinque anni in cui è stato parroco di Sedico, ha contribuito a far nascere una cooperativa popolare di consumo e due asili infantili: quello di Bribano e quello intitolato a Giovanni Conz. Ha istituito la sezione delle madri e vedove di guerra (1919) e la casa di ricovero per anziani poveri e abbandonati.
Ora, una piazza porta il suo nome. A monsignor Luigi Fiori, nato a San Vito di Cadore nel 1883 e parroco di Sedico dal 1919 al 1954, è stato intitolato il piazzale di Villa, antistante la chiesetta dedicata alla vergine Maria e ai martiri Gervasio e Protasio.
L’iniziativa, accolta e realizzata dall’amministrazione comunale di Sedico, è stata voluta dalle tre parrocchie di Sedico, Bribano e Roe, che con lo storico locale Gianni De Vecchi hanno portato avanti la richiesta di intitolare al monsignore la piazza della frazione di Villa.
La cerimonia di intitolazione si è tenuta nelle scorse settimane e vi hanno partecipato anche alcuni parenti di don Fiori, scesi dal Cadore. “Oltre a preoccuparsi della salute spirituale dei suoi parrocchiani, per i quali fece costruire la grande chiesa del capoluogo, si adoperò anche per la loro assistenza sociale”, ricorda l’assessore Marco Crepaz.
“Fu grazie a monsignor Fiori se anche la nostra gente vide sorgere alcune importanti opere assistenziali”, evidenzia De Vecchi, che ne ha studiato a fondo il profilo e che non molti anni fa curò un’interessante mostra dedicata al sacerdote bellunese.
I parroci attuali di Sedico, Sandro Gabrieli e Giancarlo Gasperin, intervenuti nel corso della cerimonia di intitolazione della piazza, ne hanno ricordato l’impegno gratuito a favore della comunità sottolineando il contributo importante che monsignor Fiori ha dato al Sedicense negli anni difficilissimi intercorsi tra la fine della prima guerra mondiale e il secondo dopoguerra.
Luigi Fiori fu molto impegnato “nel promuovere e sostenere pure iniziative di carattere sociale in una povera parrocchia popolata per lo più di emigranti e mezzadri. Fu per il suo popolo un autentico pastore in tutti sensi”, spiega ancora De Vecchi, “sia spirituale che materiale; a lui, conosciuto semplicemente come monsignor, si rivolgeva la gente (anche chi andava poco in chiesa) magari per un consiglio pratico (l’acquisto di un animale, una trattativa e così via). A tutti dava una risposta saggia sempre ben soppesata”.
Con l’intitolazione della piazza di Villa, la comunità sedicense rende omaggio ad una figura che ha segnato profondamente la storia di Sedico.