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Migranti tra Passato e Presente

con le poesie di Pier Mario Vello

Migranti tra Passato e Presente

con le poesie di Pier Mario Vello

Proponiamo in questo numero un approfondimento di un’altra tematica cara al filoso, filantropo e poeta Pier Mario Vello nato a Lentiai, per divulgare il pensiero di questo autore nella terra che gli ha dato i natali. Nel mese di agosto 2023 a Lentiai si terrà un evento per onorarne la memoria, voluto dalla famiglia e patrocinato dal Comune di Borgo Valbelluna. “Migranti” è un argomento di grande attualità, che Pier Mario Vello ha anticipato in versi ricordando che la migrazione è anche la grande metafora dell’andare pericolosamente incontro al mondo nella vita, in un approccio che è sempre inesorabilmente con l’ignoto.

Le migrazioni dell’umanità
La specie umana, nella sua lunga storia iniziata milioni di anni fa, ha sempre manifestato una forte propensione alla migrazione, a spostarsi cioè dai luoghi di origine per andare alla ricerca di nuovi territori. Questi flussi erano motivati dall’aspirazione a migliorare le condizioni economiche, o dalla necessità di sfuggire a conflitti etnici o religiosi, a guerre, a persecuzioni razziali. Le migrazioni hanno esse stesse prodotto effetti culturali e biologici, smussando le differenze genetiche fino a portare alla formazione di un’unica specie umana su tutto il pianeta. Sono state quindi le grandi migrazioni dell’antichità a rendere omogenea la nostra specie e ad accelerare l’organizzazione sociale. Tra la metà dell’Ottocento e i primi del Novecento circa cinquanta milioni di europei si trasferirono nel Nord America, nell’America latina e in Australia. Con un’agricoltura in crisi e la mancanza di lavoro anche moltissimi italiani emigrarono. Erano perlopiù contadini e operai poco qualificati.

Negli ultimi decenni l’Italia si è trasformata da grande fonte di emigranti a grande attrattore di flussi migratori ed è stata costretta ad affrontare un problema del tutto nuovo, a cui ha reagito in modo scomposto, oscillando fra un’accoglienza umanitaria e una serie di dichiarazioni di fermezza regolarmente disattese.

Migranti (Edizioni Mondadori)
“Sfrattati dall’occidentale finta festa
con un trolley che contiene d’Oriente
e d’Occidente il fetore di lotte, sfioriamo
tracce d’indolenza, orme di fiere, marchi
contrapposti, la morte che alza la cresta.
Discorsi fatti per alzare muri e frontiere”
(da “Roghi sulle sabbiere”)

Pier Mario, nella raccolta di poesie “Migranti”, approfondisce il tema della migrazione, non solo come flusso migratorio da un paese all’altro, ma anche come nostalgia della terra d’origine, aspirazione a ideali nobili, ricerca della società perfetta.

In “Remo”, fratello del padre Renzo, Pier Mario racconta la storia di uno zio, partito diciottenne per l’America – nel periodo tra le due guerre mondiali – travolto da emarginazione e sradicamento. Questo zio non ha mai fatto ritorno in Italia.

In “Fuga clandestina” si racconta la storia della morte violenta di un bambino extracomunitario nascosto dalla madre legandolo sotto un camion per passare la frontiera e caduto sull’asfalto durante il tragitto. Tratto dalle cronache.

“Stimo solo le mani datemi in sorte, le nocche
le rughe e tutto quel poco che mi serve”
(da “La compassione
dei corpi”)

Gli immigrati rappresentano un vantaggio per un paese fortemente industrializzato, non solo perché vanno ad occupare i posti di lavoro più faticosi e mal pagati, rifiutati dai residenti, ma anche per motivi etici e culturali di cui il Paese ospite non può che trarre profitto. Dalla fine degli anni ’60 ad oggi in Italia il tasso di accrescimento demografico annuo è stato in continua diminuzione. Se la situazione dovesse durare nel tempo, la popolazione italiana tenderebbe gradualmente ad estinguersi. Ma il problema non riguarda un aspetto genetico, ma aspetti culturali, storici, linguistici e l’insieme delle tradizioni nelle quali possiamo riconoscerci. La diversità culturale, se ben utilizzata, è un valido strumento di evoluzione. Da un punto di vista antropologico la variabilità è un vantaggio: dai nostri simili non impariamo nulla, possiamo imparare da chi è diverso da noi.

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