Scriveva il notissimo glottologo Giovan Battista Pellegrini nel volume Toponomastica italiana, edito nel 1990: “Anche locus e terra ebbero il senso di città o luogo abitato e di qui nella toponomastica urbana i nomi di vie quali Mezzaterra a Feltre e Belluno che indicano il quartiere centrale della città medievale entro le mura”. Nel caso nostro, Mezzaterra indica semplicemente un antico nucleo abitato posto proprio sul confine tra la Regola de Sedego e quella di Briban.
L’abitato e il piol rurale
La parte di fabbricato più importante è certamente quella col piol, raro esempio di architettura rurale, funzionale sicuramente alle attività agricole. Era probabilmente una casa colonica appartenuta a qualche ricca famiglia di possidenti. Caratteristici sono, oltre al piol, i pilastri e la scalinata esterna per accedere al piano superiore. Al piano terra c’era la cucina, di solito col larìn, mentre al primo piano c’erano le camere. Nel ‘900 l’intero fabbricato venne abitato dalle famiglie Sponga (la parte sud), e Da Poian (tuttora presente nella parte con pilastri e piol), entrambe con parecchi figli. Sul retro doveva esserci la stalla, di cui ci sono ancora tracce.
Il supertifoso Bortol bissiga
Famoso per essere un grande appassionato di calcio e chiamato scherzosamente Bortol bissiga per il suo intercalare, era un Da Poian che faceva il scarpér (calzolaio) proprio lì a Mezzaterra, dove viveva con la sorella Elvira. Era lui a riparare gli scarpini dei calciatori (prima dell’A.C. Bribano e successivamente dell’A.C. Sedico), ma anche della colonia di Villa Patt nonché della gente di Bribano e Sedico. Era sempre al seguito della squadra, di cui era un po’ accompagnatore e un po’ mascotte, comparendo immancabilmente nelle foto coi calciatori. Anche se si accalorava nelle discussioni, non era mai né offensivo né attaccabrighe. Il suo minuscolo laboratorio, sito al piano terra, era pieno di gabbie coi canarini che allevava.
La Rimonta e il lavatoio
A Mezzaterra c’era un grande lavatoio molto frequentato dalle donne dei dintorni, alcune delle quali arrivavano coi panni su una carriola. L’acqua limpida arrivava da lontano: addirittura dal Cordevole. Dalla Levada, sopra Seghe di Villa, partiva un canale detto roia delle zate (roggia delle zattere) dal quale, qualche centinaio di metri più a valle, veniva prelevata un po’ d’acqua a formare il canale Tasso (dal nome del patriota Jacopo Tasso) che inizialmente (1867) alimentava le prime fontane pubbliche di Landris, Villa nonché Sedico e, successivamente, anche Villa Patt. Arrivato a Sedico, il Tasso si dirigeva verso i Meli, ma, giunto all’altezza della casa di Gio Cuch (Buzzatti) nella località denominata Portéi Rossi (cancelli rossi) i quali davano accesso al vialetto verso Villa Patt (oggi da lì inizia la strada in salita verso la scuola media di Sedico), una parte dell’acqua veniva deviata nel canale detto la Rimonta. Quest’ultimo, pressoché in linea retta, arrivava appena sotto Villa Patt e poi scendeva a lato di una stradina, fino al lavatoio di Mezzaterra. Dal 1894 il canale continuava fino a Bribano, alimentandovi una fontana.
Il Cal de Messa
Il tratturo (detto le Vare) che congiungeva Bribano con Sedico, passando per Mezzaterra, era detto Cal de Messa (ossia strada per andare a Messa). Verso il 1954-55, quando il Comune realizzò la strada, l’acqua della Rimonta fu tombinata.
Per approfondire: Il filò nella stalla: memoria e calore di comunità.