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Metti un capo una sera a cena

cercansi capi scout volenterosi in provincia di Belluno

Metti un capo una sera a cena

cercansi capi scout volenterosi in provincia di Belluno

Ogni tanto capita, a farci caso. Capita di vedere un gruppettino di giovani in camicia azzurra, con zaini, un fazzoletto intorno al collo e uno (o una) davanti a tenere la direzione, controllare che tutti ci siano, chiacchierare e sorridere.

A farci caso, avete appena scoperto il mondo scout. Non una cosina da poco, oltre 38 milioni di persone che in 216 paesi del mondo accolgono quest’esperienza formativa. Formativa perché lo scout è un percorso che dura circa 15 anni in tappe prefissate: da bambini l’attività prevalente è il gioco; man mano che si cresce ci sono il reparto dove gli adolescenti sperimentano l’avventura, il servizio verso la comunità, il confrontarsi con i valori civili e religiosi, imparano a cavarsela da soli, a montare una tenda, accendere un fuoco, farsi da mangiare e, soprattutto, a prendersi cura gli uni degli altri.
Poi ci si focalizza sul fatto che stai diventando grande, un cittadino in una comunità dove sei chiamato a fare la tua parte: gli scout vanno a fare il loro servizio in varie realtà della zona (casa di riposo, banco alimentare, raccolta rifiuti nel territorio tanto per fare un esempio) fino a che, ad un certo punto, diventi adulto. E qui, sui 21 anni, c’è il momento più commovente, intenso e indimenticabile della vita di giovane scout: si chiama “prendere la partenza” ed è una cerimonia laica nella quale tu, il tuo fazzolettone, i tuoi ricordi, i valori che hai imparato, le veglie alle stelle che hai fatto, i canti intorno al fuoco, le piogge sotto le tende, le route nelle quali hai camminato per giorni, andate nel mondo. Sei scout per sempre, non per quello che fai, ma per quello che sei. E ad esserlo lo hai imparato seguendo i tuoi capi.

Nessuno nello scoutismo è lasciato solo: per seguire bambini e ragazzi bisogna saperlo fare. I capi scout dedicano il loro tempo a formarsi: fanno dei campi nazionali per imparare ad affrontare un percorso educativo lungo 15 anni con età e problematiche diverse, organizzano i campeggi, le uscite, i cammini, le attività settimanali. Lo fanno insieme, nella Comunità Capi.

Per darvi un’idea, nella nostra Zona Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) ci sono 5 gruppi: il Belluno 3, il Sedico, il Gron Sospirolo, il Feltre, il Mel per un totale di circa 250 ragazzi tra gli otto e i vent’anni. Uno sforzo anche organizzativo imponente che richiede un numero importante di capi, per garantire attività formative in sicurezza. I capi della Zona sono però sempre meno: spesso i ventenni che prendono la partenza non riescono ad inserirsi come capi perché universitari fuori sede, e i capi adulti a conciliare un impegno così importante con la normale vita familiare. Per questo la Zona di Belluno sta cercando persone che vogliano rendersi disponibili per affrontare questa grande sfida educativa e personale: fare il Capo scout è sicuramente impegnativo ma, dicono quelli che il fazzolettone lo portano da molti anni, quello che ricevi dai bambini e ragazzi che ti vedono come un amico e un riferimento, è davvero impagabile.

Chi volesse saperne di più può scrivere a rzf.zonabelluno@veneto.agesci.it: la Comunità Capi vi aspetta!

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31/05/2024

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